Uragano Isaac: le nuvole artificiali in futuro potranno sconfiggerlo

Uragani contenimento

Sta per arrivare Isaac, l’uragano che sta spaventando gli abitanti di alcune regioni degli Stati Uniti. E nel frattempo uno studio scientifico mostra una tecnica con la quale questi spaventosi fenomeni climatici potrebbero essere domati. Lo studio è stato condotto da un team di lavoro composto da ricercatori di National Center for Atmospheric Research, (Boulder, Usa), University of Manchester (Uk), University of Leeds (Uk) e University of Edinburgh (Uk).

Concentrati sul rapporto tra la temperatura della superficie del mare e l’energia associata con il potenziale distruttivo degli uragani, i ricercatori hanno proposto di creare nuvole artificiali da mandare dell’atmosfera, le quali aumenterebbero la riflessione solare nello spazio. In questo modo diminuirebbe la temperatura della superficie del mare dove si formano gli uragani, che di conseguenza dovrebbero ridursi di intensità.

“Gli uragani traggono la loro energia dal calore contenuto nelle acque superficiali del mare -ha spiegato Alan Gadian, coautore della ricerca- Se siamo in grado di aumentare la quantità di luce solare riflessa dalle nuvole sopra la regione dove si sviluppa l’uragano, allora ci sarà meno energia per alimentarlo”.

Utilizzando una tecnica nota come Cloud Marine Brightening (Mcb), gli autori sostengono che veicoli senza pilota potrebbero spruzzare piccolissime gocce di acqua di mare, una buona parte delle quali andrebbe nell’atmosfera, aumentando la percentuale di nuvole presenti e quindi la riflettività complessiva. Alcune potrebbero poi incrementare le dimensioni e la durata della nuvole preesistenti, con analogo effetto finale. In questo modo la luce solare verrebbe rimbalzata nello spazio, riducendo così la temperatura superficiale del mare.

Attualmente la proposta proviene da calcoli teorici effettuati al computer, i quali mostrano che, quando vengono colpite le regioni dove l’uragano effettivamente si sviluppa, la tecnica potrebbe ridurre la temperatura media della superficie del mare fino a pochi gradi, diminuendo notevolmente la quantità di energia disponibile per la formazione degli uragani.

Un teorico svantaggio di questa idea è il potenziale effetto sulle precipitazioni in regioni limitrofe. Il gruppo ha osservato infatti che questa generazione di nuvole artificiali potrebbe portare a una loro significativa riduzione nel bacino amazzonico e altrove.

“È necessaria una ricerca più approfondita -ha precisato a questo proposito Gadian- ed è chiaro che l’esperimento non sarà materialmente effettuato fino a quando saremo sicuri che non ci saranno conseguenze negative per quanto riguarda le precipitazioni. Tuttavia, se i nostri calcoli sono corretti, potremmo ridurre in modo significativo il potere distruttivo degli uragani in futuro”.

La ricerca in effetti è controversa, perché in generale non possiamo sapere quali effetti sul clima globale potrebbe portare un intervento umano di questo tipo.

Il lavoro è stato pubblicato su Atmospheric Science Letters.

Roberta De Carolis

Cerca