Terremoto al Sud: il mistero del documento di Messina

terremoto spagna

Un terremoto al Sud, tra Messina e Reggio Calabria potrebbe fare una vera e propria strage, non per colpa del sisma in sé ma per colpa dell'uomo e delle sue scelte in materia di edilizia e di urbanistica. Lo ha rivelato Il fatto quotidiano, citando uno studio del 2008, presentato durante il convegno internazionale di Messina per il centenario del sisma che colpì la città nel 1908, provocando 86mila morti.

Il rischio che si verifichi un sisma in quell'area è concreto. Lungi dal creare allarmismi, la zona è spesso soggetta a terremoti, sebbene quello di Messina sia stato il più grave. A firmare il documento, allora, furono 16 esperti, tra i sismologi dell’Ingv, l’Eucentre, il Centro europeo di ingegneria sismica e Rui Pinho, portoghese trapiantato in Italia, oggi responsabile di Gem, un progetto mondiale di prevenzione del rischio sismico.

Questa previsione della strage è frutto dunque di indagini scientifiche, portate avanti dagli esperti del settore. Sul sito dell'Università di Messina è presente inoltre un documento che lascia un po' perplessi. Si tratta di una versione più tecnica della stessa ricerca, ma secondo il Fatto Quotidiano "le stime sul costo della riparazione del danno e sulle vittime a causa del collasso strutturale sono cancellate da una serie di 'X'. E se, come pare, il numero di X corrisponde al numero di cifre cancellate, si parla di miliardi di euro e, appunto, decine di migliaia di morti".

Rimane il fatto che ancora gli esperti non sono in grado di capire se e quando un sisma si verificherà. Anche Martelli, direttore del Centro di Ricerche Enea di Bologna, intervistato poco dopo il sisma dell'Emilia ha spiegato che il sud è noto per essere molto più sismico. Le nostre regioni in passato hanno avuto terremoti parecchio violenti, come quelli di Messina e Reggio Calabria o come quello che distrusse la Piana di Catania nel 1693. Non stiamo parlando di qualcosa di strano, ma di eventi che essendo già avvenuti, con tutta probabilità a prescindere da questi studi prima o poi si verificheranno".

Anche per un discorso probabilistico, il terremoto al Sud si verificherà ma "la preoccupazione dei sismologi è che il 'poi' non sia tanto lontano per cui è necessario attivarsi per cercare di prepararsi in termini di protezione civile e di verificare le strutture che possano dare i problemi maggiori e che non conosciamo bene in termini di vulnerabilità, come alcuni impianti chimici che abbiamo a Priolo e Milazzo".

C'è solo da augurarsi di essere pronti per scongiurare danni e vittime, mettendo in sicurezza gli edifici, visto che ancora oggi il 70% è a rischio.

Francesca Mancuso

Cerca