Il Gps che localizza le uova di tartaruga

Gps uova tartaruga

Un dispositivo che localizza i luoghi in cui vanno a nidificare le tartarughe terrestri e marine, con lo scopo di mettere in sicurezza le uova deposte fino alla loro schiusa. A progettarlo è stato un team di studiosi dell'Università di Pisa, tra cui Roberto Barbuti, Stefano Chessa e Alessio Micheli del dipartimento di Informatica e Giuseppe Anastasi, del dipartimento di Ingegneria dell'informazione, che hanno già depositato la domanda di brevetto.

Il sistema, applicato al carapace delle tartarughe con una colla atossica, consente di seguire a distanza i comportamenti degli animali durante tutte le fasi della deposizione. Il sistema si basa su un dispositivo GPS, un sistema di comunicazione GPRS/UMTS e sull'analisi dei dati provenienti dai sensori: accelerometro, bussola, sensori di luce e temperatura. “Durante la deposizione - ha spiegato Roberto Barbuti, del dipartimento di Informatica - la tartaruga compie dei movimenti specifici, come lo scavo del nido nel terreno con movimenti alternati delle zampe posteriori e la progressiva inclinazione del corpo; il suo orientamento, rilevabile da una bussola, rimane lo stesso".

Continua: "Questi movimenti specifici permettono di identificare la fase di deposizione con un’elevata probabilità di successo. Il sistema di riconoscimento del pattern di deposizione sarà reso flessibile dall'uso di tecniche di apprendimento automatico che consentiranno di rendere i dispositivi adatti a specie e contesti diversi”. Dal momento che la deposizione dura più di un'ora, gli addetti alla raccolta delle uova avranno tutto il tempo di raggiungere la posizione indicata e di individuare la tartaruga anche nel caso in cui i dispositivi di localizzazione dovessero commettere dei piccoli errori.

Grazie alle sue caratteristiche di forma, dimensione e peso, il dispositivo Gps consentirà all’animale i suoi normali movimenti e, data la sua posizione, non rischierà di essere danneggiato dai comportamenti di dominanza e accoppiamento del maschio: il piastrone (la parte inferiore della corazza), infatti, non raggiungerà mai una posizione così in alto sul carapace delle femmine.

Antonino Neri

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