Cambiamenti climatici: in passato provocarono estinzioni di massa

deforestazione

Immaginiamo la Terra come potrebbe apparirci fra qualche anno. Deserti sempre più estesi, foreste e vegetazione ridotte. Flora e fauna in pericolo d’estinzione. Si potrebbe dipingere uno scenario simile a quello del suolo marziano se non iniziamo con convinzione ad aiutare il nostro pianeta Terra.

È un fenomeno globale, ormai, la desertificazione dei terreni coltivabili. Andrà aumentando con il previsto innalzamento della temperatura media. Solo in Europa, sono 11 gli stati membri, fra cui anche l’Italia. Tra le cause, il degrado del suolo, lo sfruttamento eccessivo dei terreni e i cambiamenti climatici che stravolgono i cicli delle precipitazioni piovose.

Purtroppo nel corso della storia del pianeta, le estinzioni di massa sono state un fenomeno ciclico. Quel che rimaneva era uno scenario simile ad un inferno decorato di vulcani in eruzione, fumi sotterranei e scheletri di animali. Malgrado ciò l’uomo non ha imparato la lezione e, anzi, sta portando non troppo lentamente il suo pianeta ad una distruzione pari a quella dell’estinzione dei dinosauri.

Ma ancor prima delle estinzioni dei dinosauri, la Terra andò incontro a quella nota come transizione biotica, altrimenti conosciuta come estinzione di massa. Era il periodo Permiano, circa 252 milioni di anni or sono e si ritiene possa essere durata 100 mila anni. Ad occuparsene oggi è uno studio cinese che verrà pubblicato sulla rivista Science.

Secondo tale studio la grande estinzione fu causata da un repentino cambiamento climatico, dovuto ad un riscaldamento globale sostanziale. Quel che in pratica starebbe accadendo proprio nella nostra era. Incendi estesi in ogni angolo del pianeta distrussero grosse quantità di terreno. Proprio quest’anno, il solo Parco dello Yellowstone, in Usa, ha patito una delle estati più calde e incendi di portata eccezionale. Secondo il professor Westerling ed i suoi colleghi dell’Università della California, nel 2050 l’intero ecosistema del parco potrebbe essere distrutto.

Quella del Permiano fu anche l’era in cui molte specie di insetti scomparvero. In seguito, pochissime varietà sopravvissero ed acquisirono delle profonde differenze a seconda della regione nella quale vivevano. Non passò molto tempo che i dinosauri comparvero dallo scenario terrestre.

Lo studio effettuato in Cina si basa sulla diversità di alcune zone della Terra. Alcune caratteristiche le renderebbero rappresentative del resto del pianeta. La ricerca condotta da Shu-zhong Shen, del Nanjing Institute of Geology and Paleontology, ha visto tra i propri risultati anche quelli inerenti alcune estinzioni verificatesi anche nelle acque che ricoprono la superficie del pianeta. La causa sarebbe individuabile nella presenza di diossido di carbonio e di metano nell’aria. Inoltre, a peggiorare la situazione, il clima avrebbe visto aumentare di almeno 15 gradi le sue temperature.

Proprio recentemente si è conclusa una riunione interministeriale presso l’Onu, dove è stato lanciato l’allarme per un’azione di forza in favore delle aree più aride della Terra. Per molti paesi, il problema sarebbe proprio il cambiamento del regime delle precipitazioni e, di conseguenza, della disponibilità di acqua che porta al prosciugamento dei terreni. Si chiama ELD (Economics of Land Degradation) lo strumento lanciato congiuntamente dai governi europei. Il progetto si prefigge di valutare i costi della prevenzione sia il costo della rinuncia a certi terreni produttivi. Ciò porterebbe i governi europei ad assumere strategie adeguate e a definire incentivi per investimenti nella gestione sostenibile delle terre.

Il cambiamento climatico “si produsse naturalmente e uccise qualsiasi cosa”, ha affermato Douglas Erwin, paleobiologo allo Smithsonian Institution. Resta allora da capire quanto resta all’uomo per capire che può fare molto per non distruggere il suo pianeta. Penso che la lezione che se ne può trarre da tutto ciò è che nessuno vorrebbe si verificasse da nessuna parte un’estinzione di massa, conclude Erwin.

Federica Vitale

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