I pipistrelli: l'incredibile frequenza del loro squittìo

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I pipistrelli possono squittire a frequenze incredibili e questo è dovuto ad un’elasticità dei loro muscoli laringei 100 volte superiore a quella dei muscoli scheletrici. I volatili mettono in pratica questa loro particolarità quando si avvicinano a possibili prede, incrementando la velocità di emissione dei suoni man mano che la distanza dal potenziale cibo si riduce. La scoperta è opera di un gruppo di ricerca dell’University of Southern Denmark, guidato da Coen Elemans e John Ratcliffe.

Gli scienziati hanno prima di tutto misurato l’effettivo numero di squittìi per secondo dei volatili, e poi hanno voluto dimostrare se l’incremento di velocità era dovuto all’eco del loro stesso verso, oppure a causa di effettive proprie capacità nel produrre i suoni.

Per questo hanno costruito una camera contenente 12 microfoni e registrato l’attività di 5 differenti esemplari di pipistrelli di Daubenton, una specie che vive in aree boscose dalla Gran Bretagna al Giappone. All’interno della camera erano stati sospesi alcuni particolari scarabei, dei quali i volatili si nutrono. Collegando i loro muscoli vocali ad un motore e a un sistema di monitoraggio di forze, i ricercatori hanno dimostrato che tali muscoli possono contrarsi e rilassarsi con frequenza fino a 180-200 Hz, 20 volte quella dei più veloci muscoli umani, ovvero quelli oculari, e 100 volte quella dei muscoli scheletrici.

Mediante questo sistema è stato anche possibile verificare se gli squittìi potevano confondersi con il loro eco: infatti i ricercatori hanno visto che il suono era sempre successivo all’eco generato dal precedente. Il motivo di tale velocità è dunque attribuibile solo all’incredibile flessibilità dei muscoli vocali. Andrew Mead, biologo presso l’University of Pennsylvania’s School of Arts and Science, ha paragonato la performance di questi muscoli a quella di un motore di un’automobile: “Può essere regolato per essere efficiente o potente in base a quello che vuoi”.

Una simile caratteristica era stata precedentemente trovata in alcuni serpenti a sonagli e uccelli canterini. Con il pipistrello la speciale proprietà è stata trovata per la prima volta nei mammiferi, cosa che fa pensare agli scienziati che non sia così rara come creduto in precedenza.

Il lavoro è stato pubblicato su Science.

Roberta De Carolis

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