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Tutti i giornali e le riviste scientifiche parlano ormai da diversi mesi della scoperta degli scienziati italiani Andrea Rossi e Sergio Focardi: E-cat, l’apparecchio, che in qualche modo ancora tenuto abbastanza nascosto dai ricercatori, riesce a far avvenire la fusione di nuclei atomici senza fornire un’energia tale dall’esterno da rendere il guadagno pressoché trascurabile. Sebbene gli inventori tengano spesso a precisare come la loro macchina non consenta la fusione fredda vera e propria, ma una reazione nucleare a bassa energia, in ogni caso, se vera, questa potrebbe essere la reale rivoluzione del futuro.

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Il progetto energetico è pensato per la città di Dubai (Emirati Arabi Uniti), una delle capitali del petrolio, ma non implica l’uso del petrolio, bensì di energia solare. Segno dei tempi? Forse, ma al di là delle speculazioni filosofiche, il dato certo è che gli Emirati Arabi hanno avviato un concreto piano che prevede l’istallazione di bagni pubblici funzionanti con energia proveniente dalla nostra stella, pulita e rinnovabile.

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Portare il nucleare su Marte ma anche su altri pianeti del nostro sistema solare. Ne hanno parlato gli esperti dell’U.S. Department of Energy (Doe) e la Nasa, in occasione del National Meeting & Exposition of the American Chemical Society (ACS) in corso a Denver.

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I biocarburanti potrebbero essere prodotti presto in acqua bollente, grazie ad un enzima presente in un microorganismo termofilo, ovvero che è in grado di sopravvivere ad alte temperature. La scoperta, che semplificherebbe molto la produzione di queste importanti forme di energia “green”, è dovuta ad un gruppo di ricerca dell’Università della California e del Maryland (Usa). Il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Nature Communications.

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Una campagna shock per suscitare attenzione, un’attenzione che arriva dalla gente (pur con diverse polemiche), un’opposizione che arriva dalle Istituzioni, un ritiro dal mercato con riduzione di personale qualificato, un’interrogazione parlamentare: queste in sintesi le fasi di una storia che inizia nel 2008, quando Nextwind, società che opera nel campo delle energie rinnovabili, in particolare nell’eolico, fa partire nella zona di Lecce una serie di attività di sensibilizzazione volte a suscitare l’interesse della popolazione locale verso l’eolico come fonte di energia del futuro. L’interesse c’è stato, ma con questo anche molta opposizione, e alla fine la società ha dovuto ritirarsi dal mercato pugliese, con conseguenti numerosi licenziamenti di laureati. Oggi un’interrogazione parlamentare.

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Gli esperti, tra i quali gli stessi inventori, ci tengono a chiamarla Lern, ovvero processo nucleare a bassa energia, quello che sarà usato per produrre 12 KWh da un’alimentazione di appena 400-450 Wh (20 volte in meno). Non è dunque esattamente il sogno della fusione nucleare fredda che alcuni scienziati inseguono dagli anni settanta, ma c’è chi la chiama così. Fusione fredda o no, la Grecia ha deciso di credere in questa scoperta e di installare un impianto che si baserà su questa tecnologia. La costruzione sarà terminata entro il 2011. A dare l’annuncio, durante una conferenza stampa, l’azienda greca che realizzerà il progetto, la Defkalion Green Technologie.

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