Fusione nucleare: rivali dell’E-cat cercano fondi con il crowdfunding

fusione nucleare fredda

La fusione nucleare di Focus Fusion cerca fondi tramite il crowfunding. Dichiarandosi vicinissimi al dimostrarne la fattibilità, gli scienziati guidati da Eric Lerner hanno aperto una campagna di raccolta finanziamenti su Indiegogo, chiedendo 200 mila dollari per completare la ricerca. Dopo il presunto fallimento dell’E-cat greco, altri rivali di Andrea Rossi si affacciano dunque sulla scena. E non si arrendono.

Non si parla comunque esplicitamente di fusione fredda nello stile di E-cat, anche se i goal sembrano gli stessi.“L’obiettivo di Focus Fusion è quello di fornire energia pulita, sicura e conveniente in tutto il mondoscrivono infatti gli studiosi sul sito dove è stata lanciata la campagna – Gli scienziati […] sono solo ad un passo da questa tecnologia rivoluzionaria e abbiamo bisogno del vostro aiuto per il rush finale”.

I fondi statali non bastano, ma sono serviti ad ottenere ottimi risultati, secondo Lerner e collaboratori. Un millesimo del bilancio governativo sarebbe infatti servito ad avvicinarsi alla generazione di “energia a prezzi accessibili, senza limiti, e ultra – pulita”. Ma per raggiungere il traguardo sarebbero necessari altri 200 mila dollari.

Focus Fusion promette una fonte di energia circa dieci volte meno costosa di qualsiasi altra esistente, con un guadagno di 5 mila miliardi di dollari annui che potrebbero servire a produrre circa 150 milioni di nuovi posti di lavoro in tutto il mondo. La riduzione del costo della vita sarebbe di conseguenza equivalente ad un aumento del 20 – 40 per cento dello stipendio.

Fusione Focus Fusion

La tecnologia viene descritta come la panacea di tutti i problemi legati all’energia: non genererebbe infatti scorie radioattive, né chiaramente fuoriuscite di petrolio o incidenti di fissione nucleare (il prodotto di scarto sarebbe del tutto innocuo, ovvero elio), ponendo dunque fine all’inquinamento da combustibili fossili, con possibili impatti positivi sulla salute delle popolazioni.

Gli scienziati propongono in particolare un sistema che sfrutta le “instabilità naturali del plasma per concentrare l’energia”, utilizzando gli stessi processi che avvengono nelle stelle. Gli autori non forniscono molti dettagli sul meccanismo, ma sostengono che le precedenti ricerche, poi fallite, hanno cercato di combattere queste instabilità invece di utilizzarle a loro vantaggio. Si propongono dunque come una chiara alternativa.

Ma quali le garanzie di successo? Stando agli autori ci sarebbero giudizi più che favorevoli provenienti da scienziati indipendenti, in particolare da un comitato di esperti guidato da Robert Hirsch, ex direttore di ricerca sulla fusione presso l’US Atomic Energy Commission and the Energy Research and Development Agency, secondo il quale questi studi meriterebbero un investimento ben più elevato.