Rinnovabili: il fotovoltaico ora si fa con gli spinaci

Fotovoltaico spinaci

Una proteina contenuta negli spinaci, chiamata Photosystem 1 (Ps 1), potrebbe costituire la base di funzionamento dei pannelli fotovoltaici, e rappresentare quindi un metodo ecologico per ottenere energia pulita e rinnovabile. La notizia arriva dalla Vanderbilt University (Nashville, Tennessee, Usa), dove un gruppo di ricerca, guidato da David E. Cliffel, ha trovato una tecnica per far lavorare la macromolecola come cella di conversione dell’energia solare in elettrica.

Gli studiosi, in particolare, hanno sviluppato una metodologia per combinare la proteina con il silicio, il materiale utilizzato nelle celle solari, ottenendo un maggior quantitativo di corrente elettrica rispetto a quanto è stato riportato da precedenti celle solari bioidride. “Questa combinazione produce energia elettrica pari a circa mille volte quella siamo stati in grado di raggiungere depositando la proteina su altri tipi di metalli –ha dichiarato Cliffel- Produce anche un modesto aumento di tensione.

I ricercatori comunque non intendono fermarsi qui. “Se siamo in grado di continuare il nostro attuale percorso, potremmo aumentare i livelli di tensione e di corrente, raggiungendo le prestazioni degli altri tipi di moduli fotovoltaici in tre anni ha continuato a questo proposito lo studioso. Con l’evidente vantaggio di utilizzare, almeno in parte, materiale realmente green.

In virtù di questo progetto, Kane Jennings, che ha collaborato alla ricerca, ha ottenuto dall’Environmental Protection Agency un finanziamento che permetterà a un gruppo di studenti universitari di ingegneria di sviluppare il nuovo prototipo. I ragazzi hanno vinto il premio nel corso del National Sustainable Design Expo, tenutosi durante il mese di Aprile, sulla base di un altro pannello solare realizzato nei due anni passati. Jennings stima che con il nuovo design un pannello di 60 centimetri quadrati potrebbe produrre almeno 100 milliAmpere sotto una tensione di 1 Volt, sufficiente ad alimentare diversi tipi di piccoli dispositivi elettrici.

Il lavoro è stato pubblicato su Advanced Materials e gli autori hanno depositato una richiesta di brevetto.

Roberta De Carolis

Cerca

Noi raccomandiamo Buono ed Economico