Risparmio energetico: ce lo insegnano i pipistrelli

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Sembra facciano un’incredibile sforzo i pipistrelli quando ripiegano le ali attorno al loro corpo in salita, ma questo gli giova un risparmio di circa il 35 per cento di energia rispetto a quella che impiegherebbero se tenessero le ali distese. La ricerca, condotta presso la Brown University (Usa), potrebbe aiutare ingegneri e tecnici aereospaziali nella progettazione di velivoli a risparmio energetico.

Il lavoro è iniziato con uno scopo completamente diverso: gli studiosi infatti volevano capire come variava il volo tra le specie di pipistrello, in base alle loro dimensioni. Questa ricerca era stata già pubblicata nel 2010 sul Journal of Experimental Biology, ma successivamente ripresa per un’attenta analisi dei singoli dati, dai quali è emerso il singolare quanto affascinante risultato: questi oscuri uccelli, che hanno popolato la letteratura e le leggende noir per secoli, pur impegnando inizialmente una discreta quantità di energia per il ripiegamento delle loro ali, ottengono alla fine un netto guadagno, che gli consente di volare molto più agevolmente in salita, per via di una sensibile riduzione della resistenza dell’aria.

La massa delle ali è importante e di solito non viene presa in considerazione durante gli studi sul volo –ha commentato Attila Bergou, che con Daniel Risking ha guidato la ricerca- Normalmente si analizza l’energia per sollevarsi da terra, quella per spostarsi volando, ma non si parla di quella necessaria a muovere le ali”. Nel caso del pipistrello invece è un fattore importante, perché questo uccello, a differenza, ad esempio, degli insetti, è dotato di ali pesanti e palmiformi. È per questo che un’efficiente strategia di moto influisce significativamente sull’energia impiegata dall’animale per volare.

La ricerca, che potrebbe realmente avere ripercussioni sull’industria aereospaziale, è stata pubblicata su Proceedings of Royal Society B.

Roberta De Carolis

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