Energie rinnovabili: la storia del bambino-pesce

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Una campagna shock per suscitare attenzione, un’attenzione che arriva dalla gente (pur con diverse polemiche), un’opposizione che arriva dalle Istituzioni, un ritiro dal mercato con riduzione di personale qualificato, un’interrogazione parlamentare: queste in sintesi le fasi di una storia che inizia nel 2008, quando Nextwind, società che opera nel campo delle energie rinnovabili, in particolare nell’eolico, fa partire nella zona di Lecce una serie di attività di sensibilizzazione volte a suscitare l’interesse della popolazione locale verso l’eolico come fonte di energia del futuro. L’interesse c’è stato, ma con questo anche molta opposizione, e alla fine la società ha dovuto ritirarsi dal mercato pugliese, con conseguenti numerosi licenziamenti di laureati. Oggi un’interrogazione parlamentare.

Oggi in Parlamento si chiede “se e quali iniziative di competenze il Ministro intenda promuovere a tutela di una corretta informazione sullo scenario energetico del nostro Paese, oltre che sulle effettive potenzialità delle rinnovabili”, a seguito di un boicottaggio così duro da parte di associazioni ambientaliste e della Regione Puglia stessa che, pur avendo giudicato idonee le zone dove Nextwind intendeva sistemare gli impianti, non ha mai fatto partire i lavori, fino a costringere la società alla ritirata.

“Una campagna shock”, questa una delle critiche mosse all’azienda che ha messo in campo, con il supporto dell’agenzia di comunicazione Utopya Minds Lab, una serie di iniziative pubblicitarie, partite nel 2008, quando in una notte furono sistemate 15-20 uova per le strade di Lecce, cui seguirono una serie di manifesti rappresentanti a ritroso varie fasi temporali in cui si immaginava si trovasse la città: dal 2080, anno in cui un bambino-pesce (Spigolino), frutto di una mutazione genetica, riferiva di essere il risultato di scelte sbagliate effettuate in precedenza nel campo dell’energia,

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al 2050, in cui si rappresentava la città di Lecce allagata e deserta in uno scenario apocalittico, fino al 2011 quando ancora tutto questo si poteva evitare. Dal Non c’è più alternativa ad uno speranzoso Diamo al futuro un’alternativa, i manifesti invitavano con grande impatto la gente a riflettere sulle scelte che il mondo sta facendo nel campo dell’energia.

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Una campagna shock a capo tuttavia di una ditta privata, ovviamente non priva di interessi economici: questo l’altro cavallo di battaglia delle opposizioni, che hanno puntato il dito contro questa iniziativa additandola di non obbiettività. I parlamentari che oggi discutono di questo sostengono che la società ha già sottoscritto accordi con altre aziende operanti nel settore per progetti analoghi in altre regioni del Mezzogiorno, sottolineando come già ci siano forti interessi economici in tutto questo. Accuse che Nextwind respinge, affermando che “i progetti presentati finora -35 in tutto- non sono stati nemmeno valutati”.

Cosa ostacola tutto questo? Gli italiani hanno dato un forte segnale di contrarietà a certe scelte energetiche con il referendum, eppure le rinnovabili sembrano non trovare spazio nel nostro Paese. I parlamentari ora si interrogano sul futuro. Con la forza della verità e la potenza del marketingriferisce la NextWind nel suo comunicato stampa - la campagna ha raggiunto il suo obiettivo. Adesso si spera sia l’inizio di un percorso comune con chi crede realmente nelle energie rinnovabili”.

Roberta De Carolis

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