Nel 2050 metà dell’energia mondiale arriverà dal deserto del Sahara

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Sahara Breeder Solar Project’ è il nome di un imponente progetto giapponese e algerino che ha l'obiettivo dichiarato di fornire il 50 per cento dell'energia mondiale entro il 2050, producendo elettricità nel deserto del Sahara.

Il Sahara è il più vasto deserto della Terra con circa nove milioni di chilometri quadrati, una lunghezza di circa quattromila chilometri e una larghezza di oltre millecinquecento chilometri; tuttavia i suoi confini non possono essere ben definiti perché la linea varia continuamente.

L'idea di base del progetto è che nel deserto c'è disponibilità illimitata dei due elementi principali per impianti a energia solare: il sole e la sabbia da cui ricavare il silicio, il quale naturalmente necessita di essere estratto e lavorato, prima di essere impiegato all'interno dei pannelli.

Si partirebbe quindi da un impianto di dimensioni ridotte in grado di fornire l'energia necessaria alla produzione di altro silicio e altri pannelli e così via, aumentando le dimensioni del complesso, fino a poter produrre energia elettrica da immettere in una rete appositamente costruita e collegata con quella di altri paesi.

Nel 2050 questo impianto dovrebbe fornire la metà dell’energia mondiale. Detta così, sembra una bella soluzione e verrebbe da chiedersi perché qualcuno non ci abbia pensato prima. In realtà, l'dea di impiantare una centrale di produzione in mezzo al deserto del Sahara non è nuova.

Esistono almeno altri due progetti altrettanto faraonici, relativamente diversi ma forse meno ambiziosi: uno è quello della 'Fondazione Desertec' che ha l’obiettivo di fornire entro il 2050 il 15 per cento dell'energia utilizzata in Europa; l'altro è quello denominato ‘Transgreen’, altrettanto interessante e che coinvolge l'Europa e l'Africa. Si tratta di progetti apparentemente realistici e promettenti, che potrebbero davvero contribuire ad aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Le rilevazioni e le previsioni a medio e a lungo termine dell'IEA, l'Agenzia Internazionale per l'Energia, sono fra le più importanti e utilizzate per le strategie politiche ed economiche dalla comunità internazionale. Secondo le statistiche dell’Agenzia, attualmente circa il 27 per cento dell'energia a livello mondiale viene dispersa nella generazione e nel trasporto dell'energia stessa.

proprio questo un punto strategico del 'Sahara Breeder Solar Project', il quale prevede di risolvere questo problema utilizzando, per il trasporto dell'energia, linee a superconduttori, i quali però presentano criticità tecniche di non poco conto, come per esempio la condizione che la temperatura dei superconduttori debba mantenersi a molti gradi sotto lo zero.

Per avere un quadro generale della situazione energetica mondiale e sul fabbisogno di energia da parte dei vari settori (industria, terziario etc.), è utile consultare il report che ogni anno viene commissionato e pubblicato dalla ‘Exxon Mobil’, la più grande compagnia petrolifera mondiale.

Il 2030 è l'anno generalmente tenuto come punto di riferimento per tutte le proiezioni e dalla maggior parte degli studi sul settore energetico. L'ultimo rapporto disponibile, che si chiama 'The Outlook for Energy', è stato pubblicato a dicembre del 2009, ed è disponibile in italiano, anche se in forma riassuntiva.

Si tratta di uno studio molto aggiornato e ricco di dettagli, creato attraverso una profonda analisi delle caratteristiche di un centinaio di paesi, di quindici settori di domanda e venti tipologie di combustibili, e tiene conto di proiezioni demografiche ed economiche e della progressione delle tecnologie.

Per il 2030 si prevede che il mondo sarà abitato da otto miliardi di esseri umani; si prevede lo sviluppo industriale di molti paesi emergenti e un fabbisogno di energia in costante aumento. Le energie rinnovabili cresceranno molto rapidamente a un tasso medio del 10 per cento annuo e, sempre nel 2030, le rinnovabili permetteranno di produrre 'solo' il 2,5 per cento del totale del fabbisogno mondiale di energia. Le previsioni per il momento non vanno oltre il 2030, quando al 2050 mancheranno ancora due decenni; oggi il 2050 è davvero troppo lontano per poter sperare in previsioni attendibili.

Pasquale Veltri

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