Antimateria: il Cern la fa sua

CERN

Il Cern di Ginevra ha catturato l'antimateria: si tratta di un evento unico nel suo genere, considerando che questa ha vita breve e non può essere immagazzinata, in quanto si distrugge al primo contatto con la materia.

La quantità di atomi di anti-idrogeno è stata intrappolata dall'equipe di ricercatori per 172 millisecondi, un'eternità in confronto ai pochi millisecondi degli esperimenti sviluppati precedentemente dal Cern. Protagonista, ancora una volta, il Large Hadron Collider.

Pertanto, "con tutti i dati e le informazioni registrate, si potrà studiare il fenomeno in modo più ampio e profondo", dichiarano gli scienziati del progetto ALPHA (Antihydrogen Laser PHysics Apparatus).

Che in questi mesi stanno lavorando sulla simmetria CPT (carica-parità-tempo), la quale suggerisce l'ipotesi che "le interazioni fisiche appaiono in egual modo invertendo sia la carica di tutte le particelle, sia le loro coordinate spaziali, ma anche la direzione del flusso del tempo". Pronti dunque, nell'eventualità di mancate corrispondenze teoriche, a revisionare totalmente il modello standard.

"Presto potremo effettuare diversi esperimenti sulle proprietà dell’anti-idrogeno - ha commentato a caldo Joel Fajans, che ha condotto gli esperimenti - Ora sono rozzi, ma presto saranno più raffinati".

recente intanto il progetto, promosso dal premio Nobel Samuel Ting e da Roberto Battiston, dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), che ha l'obiettivo di procacciare antimateria nel cosmo per scoprire l'esistenza di eventuali universi paralleli al nostro.

L'antimateria ha vita breve e non può essere immagazzinata, in quanto si annichila al primo contatto con la materia. In base alle attuali conoscenze, non esistono quantità significative di antimateria in tutto l'universo.

Nella teoria del Big Bang, nell'universo iniziale materia e antimateria dovevano essere presenti in proporzioni uguali e di conseguenza dovettero dare luogo ad un immediato processo di annichilazione che avrebbe dovuto far scomparire l'intero universo neoformato.

Poiché questo non corrisponde alla realtà che osserviamo, si ritiene che un leggero squilibrio in favore della materia (noto appunto come violazione della simmetria CP, il programma portato avanti dal Cern, ndr) ha fatto sì che quest'ultima non venisse completamente annichilita, rendendo possibile la formazione dell'universo in cui viviamo attraverso il processo della bariogenesi.

Augusto Rubei

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