Stonehenge: anche la Val d'Aosta ha la sua

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Una Stonehenge italiana quella che si trova in Valle d'Aosta. Si chiama Saint-Martin-de-Corléans ed è un'area megalitica risalente al 2840 a.C., ovvero a quando un gruppo di sacerdoti astronomi orientali giunse tra le montagne valdostane per osservare il cielo.

Un periodo, dunque, decisamente antecedente alle antiche e più famose pietre megalitiche del sito archeologico inglese, risalente al 3 mila a.C.. La struttura italiana è formata da 40 elementi tra stele e dolmen. Uno di questi ultimi è databile al 2400 a.C.. La formazione del sito de Corléans è, per gli archeologi, collegato alla ricerca dell’oro e alla caccia del “vello”, ossia una sorta di setaccio ricavato dalla pelle di pecora, utilizzato per filtrare l'acqua e separarla dalle possibili pepite.

Sempre nella piccola regione italiana, un altro sito che merita di essere visitato per il profondo valore archeologico è quello del Piccolo San Bernardo. Qui, un'altra struttura molto simile a Stonehenge campeggia a duemila metri di altezza. Si compone di 46 menhir, ciascuno di una misura compresa tra i 22 e i 50 centimetri e disposti circolarmente. Un sito poco noto visto che quasi sempre le nevi invernali lo ricoprono quasi completamente.

Secondo quanto sostengono gli esperti, un po' ovunque, lungo l'arco alpino, costruzioni concave sono scavate nelle rocce riproducendo le costellazioni. Riconoscibili, quindi, le Pleiadi, le costellazioni dell'Orsa Maggiore e Minore e i movimenti del Sole. E, forse, non tutti sanno che proprio la città di Aosta è stata disegnata seguendo i movimenti astronomici annuali, partendo dal solstizio d'inverno.

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Sulle orme delle stelle anche il sito astronomico di Saint Barthelémy, oggi sede dell’Osservatorio della Valle d’Aosta e di un planetario. Si tratta di un'altra struttura di forma ellittica, risalente all'età del bronzo. Questa passa in secondo piano, oggi, proprio per le moderne strumentazioni di cui è dotato l'Osservatorio. Ad ogni modo, in nessun caso si sono persi mai di vista i movimenti stellari lungo la linea del tempo. Anzi, proprio quelli legati alla Luna sono riconducibili al calcolo della data della Pasqua che, come noto, è sempre mobile ogni anno. Un viaggio nella Valle d'Aosta, quindi, che vale la pena di pianificare per scoprire posti poco battuti. E che non meno dei siti archeologici ben più famosi, nascondono da millenni segreti e calcoli astronomici frutto di studi ed osservazioni.

Federica Vitale

Image Credit: regione.vda.it

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