Cannabis: la storia della Marijuana

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Quando e dove è nata la cannabis? A spiegarlo è una nuova ricerca che descrive come l'uso della marijuana sia nato migliaia di anni fa in Asia. E come, da allora, si sia diffusa in diverse regioni del mondo, fino a raggiungere le Americhe.

Si ritiene comunemente che le piante di cannabis si siano evolute nelle steppe dell'Asia centrale, in particolare nelle regioni oggi note come Mongolia e Siberia meridionale. La storia del consumo di cannabis risale a 12 mila anni. Datazione che la colloca di buon diritto come la più antica tra le coltivazioni dell'umanità.

A testimoniarlo, alcuni semi di marijuana bruciati e rinvenuti nei tumuli Kurgan, in Siberia, risalenti al 3000 a.C. Stesso ritrovamento anche in alcune delle tombe di nobili sepolti nella regione cinese di Xinjiang e della Siberia intorno al 2500 a.C.

È comunque certo che, per la maggior parte, la cannabis fosse ampiamente utilizzata in medicina e per scopi spirituali, in particolar modo durante i tempi pre-moderni. Ad esempio, i Vichinghi e i tedeschi nel Medievo usavano questa pianta per alleviare il dolore durante il parto e per il mal di denti. L'idea che la cannabis fosse un farmaco in passato e il fatto che, con il tempo, sia diventata illegale è un'"anomalia storica". Lo conferma Barney Warf, docente di Geografia presso l'Università del Kansas. “La marijuana è legale in molte regioni del mondo, e lo è stata per la maggior parte della sua storia”, dichiara il professore.

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Diffondendosi poi in India, la marijuana fu celebrata come uno dei "cinque regni delle erbe che ci liberano dall'ansia". Almeno secondo quanto si legge in uno degli antichi poemi vedici in lingua sanscrita. Nel corso dei secoli successivi, la cannabis migrò in varie regioni del mondo, viaggiando attraverso l'Africa e raggiungendo il Sud America nel 19esimo secolo. In seguito raggiungendo il nord, fino a penetrare nel Nord America. "I messicani sono stati spesso accusati di fumare marijuana”, afferma Warf. E le leggi americane non hanno mai riconosciuto la differenza tra la Cannabis sativa L. e la Cannabis sativa, dove quest'ultima è conosciuta proprio come marijuana ed ha proprietà psicoattive. Mentre la prima (la cui aggiunta della L. celebra il botanico Carlo Linneo) è la classica canapa che, non avendo proprietà psicoattive, viene utilizzata nella produzione di prodotti quali olio, stoffa e combustibile.

"Oggi, il governo federale classifica ancora la marijuana come una sostanza da tenere sotto stretto controllo, insieme all'eroina e all'LSD, come ad indicare che essa ha un elevato potenziale di abuso e di dipendenza, mentre gli usi medici non sono accettati", conclude Warf.

Federica Vitale

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