Stonehenge, risolto il mistero: il sito era un cerchio completo

Stonehenge cerchio

Il mistero di Stonehenge risolto grazie ad un esperto di irrigazione di prati: il sito era un cerchio completo. L’ipotesi, da tempo avanzata, ora è suffragata dalla prova schiacciante a lungo cercata dagli archeologi. 4000 anni fa i suoi costruttori lo pensarono dunque come una circonferenza perfetta, dove avvenivano probabilmente delle processioni pagane.

L’affascinante quanto misterioso sito preistorico situato nel sud dell’Inghilterra, nei pressi di Amesbury, ha sempre attratto i turisti così come gli studiosi che non sono mai riusciti a ricostruire la sua architettura originaria, così come altrettanto difficile da dimostrare è sempre stata la funzione che rivestiva all’epoca.

Da molto tempo gli archeologi sospettavano che Stonehenge non fosse una curva spezzata, ma un cerchio completo, tuttavia era sempre stato impossibile dimostrarlo, visto che la maggior parte delle pietre è mancante e quelle restanti non sono disposte in modo tale da rendere evidente la forma geometrica del sito.

Decenni di studio e di ricerche, finchè la prova è arrivata, ma non da uno storico, né da un archeologo, bensì da un esperto di irrigazione di prati. Stonehenge è infatti meticolosamente curato per via delle migliaia di turisti che lo affollano ogni anno, e quindi l’erba che cresce all’interno e all’esterno è annaffiata con molta attenzione.

Recentemente però il tubo usato per l’irrigazione è risultato troppo corto per raggiungere la zona dove le pietre sono totalmente assenti. L’erba col tempo in quel punto è inaridita, ma il male non è venuto per nuocere, anzi, perché ha messo in evidenza proprio i punti dove tali pietre erano state poste 4000 anni fa.

Uno dei custodi, Tim Daw, che ha notato per primo la differenza, ha avvertito gli esperti . “Mi sono ricordato dove gli archeologi avevano cercato senza successo i segni delle pietre assenti ha raccontato il dipendente – […] Sono ancora stupito, e molto contento, che semplicemente guardando qualcosa che decine di migliaia di persone avevano distrattamente visto, si possono scoprire segreti che macchinari sofisticati non possono fare”.

Quando infatti resti archeologici rimangono sepolti sotto il terreno per lungo tempo, questi sono in grado di trasformare il modo il cui l’erba cresce sopra di loro. Semplicemente osservando la differenza rispetto al resto del prato, gli archeologi, recatisi rapidamente sul posto, hanno quindi realmente constatato la posizione originaria delle pietre scomparse, che insieme a quelle ancora presenti disegnano una circonferenza perfetta.

La scoperta è avvenuta quasi in coincidenza con l’annuncio dato dal Ludwig Boltzmann Institute for Archaeological Prospection and Virtual Archaeology, secondo il quale un team di scienziati sarebbe riuscito a ricreare una mappa del luogo e a scoprire l’esistenza di 15 monumenti finora sconosciuti, che dimostrerebbero, in particolare, la funzione religiosa pagana del sito.

Il cerchio si chiude.

Roberta De Carolis

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