Panarea, scoperti due relitti di epoca romana. Risalgono a 2000 anni fa

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Sui fondali di Panarea, giace un tesoro archeologico e di estrema importanza dal punto di vista della biodiversità marina. Il tesoro in questione è costituito da due relitti di navi di epoca romana, risalenti a circa 2000 anni fa. Entrambe le imbarcazioni conservano intatto il loro carico di anfore che, prima del naufragio, servivano per il trasporto della frutta secca e di quella fresca.

Le anfore sono ancora disposte su di un lato della nave: questo sta a significare che, probabilmente, il naufragio è avvenuto durante una tempesta a causa della quale lo scafo ha imbarcato acqua.

Di queste anfore, solo una ne è stata prelevata e sarà oggetto di studio cronologico, tipologico e merceologico. Grazie ad essa, inoltre, si potrà studiare la biodiversità marina di 2000 anni. Gli esperti avranno la possibilità di ricostruire la storia anche a livello climatico. Infatti, l’anfora, grazie alla posizione inclinata e a favore della corrente, ha conservato numerosi organismi marini e altrettanti gusci calcarei.

Gli studi dei componenti isotopici degli elementi chimici che costituiscono la struttura e degli organismi ritrovati daranno importanti indicazioni sulle condizioni oceanografiche dell’area eoliana e del cambiamento climatico nel corso degli ultimi duemila anni, spiega Franco Andaloro, responsabile della ricerca dell’Ispra (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

La scoperta non è nuova. Essa risale a luglio dello scorso anno, quando sono state intraprese le prime ricerche in alto fondale grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza del Mare e la Fondazione statunitense Aurora Trust.

Federica Vitale

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