Vicini africani: divisi dai loro stessi geni

DNA africani

Due studi che hanno esplorato la genetica dei cacciatori-raccoglitori e dei pastori dell'Africa sub-sahariana (dove si pensa abbia avuto origine il genere umano), rivelano che, anche se le popolazioni dell'Africa meridionale di lingua Click vivevano a stretto contatto, appartengono a due ceppi genetici distinti.

Per valutare il grado di differenza genetica, i due team di studiosi hanno osservato i polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) nel DNA delle diverse tribù, cioè le variazioni a singolo nucleotide tra persone diverse. Nello studio condotto da Carina Schlebusch dell'Università di Uppsala, pubblicato su Science, sono stati analizzati gli SNP di 220 individui, appartenenti ad undici diverse popolazioni dell'Africa australe.

Il secondo studio, coordinato da Joseph Pickrell della Harvard Medical School di Boston e che verrà pubblicato su Nature Communications, ha esaminato invece gli SNP di 187 individui appartenenti a 23 popolazioni dell'Africa meridionale ed orientale. Esaminando le somiglianze e le differenze tra gli SNP nei vari popoli di lingua Click e confrontandole con modelli di altre popolazioni africane, gli studiosi sono riusciti ad identificare le relazioni. Entrambi i team di scienziati hanno dedotto che le popolazioni sudafricane di lingua Click (generalmente note come Khoisan) in realtà appartengono a due gruppi geneticamente diversi, uno a nord ed uno a sud del Kalahari, le cui strade si divisero circa 30.000 anni fa.

La scoperta sta sollevando numerose domande su come sia potuto accadere questo genetic divide. Oltre ad individuare il momento dell’effettiva divisione tra le popolazioni sudafricane, Pickrell ed i suoi colleghi hanno scoperto anche un antico rapporto genetico tra l’area meridionale del continente e quella orientale. Hanno scoperto infatti che i Sandawe e gli Hadza, cacciatori-raccoglitori dell’Africa orientale che parlano una lingua Click ma sono geograficamente isolati dalle altre popolazioni Khoisan, derivano circa un quarto dei loro antenati dal popolo sudafricano di lingua Click.

Questo - afferma Pickrell - dimostra che in passato tra questi popoli c’è stato un legame. La possibilità di un nesso di questo tipo è importante perché tra gli antropologi sono nati diversi diverbi quando dei fossili trovati dai paleontologi indicavano sempre più spesso che gli uomini moderni nacquero nell’Africa orientale, mentre gli studi genetici portano a ritenere che siano nati nell’area meridione. Identificare quindi un legame genetico tra l’Africa orientale e quella meridionale potrà aiutare a risolvere questo mistero.

Schlebusch ed i suoi colleghi hanno notato inoltre che alcuni geni delle popolazioni che hanno studiato sembrano aver subito delle modifiche dovute alla selezione naturale, proprio perché i due gruppi si divisero, 30mila anni fa. Queste modifiche includono dei geni legati alle funzioni muscolari e alla crescita e, curiosamente, anche al sistema immunitario.

I ricercatori hanno visto che nel più meridionale dei due gruppi c’erano dei chiari segni di modifiche in due geni legati al sistema immunitario, mentre nel gruppo più a nord questi geni non mostravano alcun segno di selezione. “Questo segnale potrebbe essere dovuto al fatto che questa popolazione ha avuto presto un forte contatto con i coloni europei, ed è stata colpita dalle epidemie come il vaiolo”, ha spiegato Schlebusch.

Secondo Tishkoff questo porta ad interrogarsi ancora una volta “se queste popolazioni un tempo siano state lontane geograficamente e si siano poi adattate ai diversi habitat”.

Antonino Neri

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