America: il mistero del "piccolo uomo osceno"

petroglifo

Si tratta di una figura antropomorfica molto antica, graffita su una roccia, portata alla luce dai quattro metri di profondità nei quali giaceva da millenni. È stata identificata in Brasile, nella località di Lapa do Santo, distante una sessantina di chilometri da Belo Horizonte. Una regione già nota poiché, in passato, fu ritrovato Luzia, lo scheletro umano più antico rinvenuto in America del Sud. Il petroglifo oggi ritrovato è databile tra i 9.000 e 12.000 anni fa ed è la testimonianza più antica d'arte rupestre mai trovata in America.

La straordinarietà della scoperta sta nel fatto che l'arte di quel periodo è davvero molto rara nel Nuovo Mondo. Infatti, al momento ancora poco si conosce sui valori simbolici dei primi abitanti che lo popolarono. Gli autori dello studio, diretti da Walter Neves dell'Università di Sao Paulo, sostengono che il pensiero simbolico fosse molto diverso da quello che contraddistingue gli abitanti sudamericani contemporanei. Ciò rafforza l'ipotesi che l'inserimento umano nel Nuovo Mondo sia stato relativamente antico.

Il petroglifo, alto 30 centimetri e largo 20, rappresenta la figura di un uomo, il cui fallo misura 5 centimetri, quasi quanto il suo braccio sinistro. Questa caratteristica gli ha valso l'appellativo di "piccolo uomo osceno" e avvalorerebbe la tesi che l'incisione fosse probabilmente usata nei rituali di fertilità. Neves sostiene che "c'è un altro sito nella stessa regione dove si trovano dipinti con uomini con falli sovradimensionati e anche donne in gravidanza e persino una scena di parto". Dunque, un chiaro risvolto simbolico e, forse, non unico.

La scoperta del "piccolo uomo osceno" potrebbe gettare nuova luce su quando fu colonizzato il continente. Fino ad oggi, il periodo durante il quale le Americhe furono raggiunte dai primi esseri umani rimane ancora molto dibattuto. E una risposta che potrebbe aiutare a diradare le nubi del dubbio potrebbe essere, appunto, quella che si occupa dei primi manufatti umani. "Abbiamo scoperto questo petroglifo nei momenti finali di scavo del sito", informa il ricercatore.

Successivamente l'immagine rupestre è stata confrontata con altri antichi graffiti trovati in Sud America. Sembrerebbe che forme astratte di pensiero fossero non solo comuni, ma anche molto varie. Questa teoria suggerisce che gli esseri umani ad essere giunti sul continente vi si stabilirono abbastanza presto e pare abbiano avuto il tempo di diversificare le forme artistiche. Ad ogni modo, la maggior parte delle ricerche archeologiche si stanno concentrando proprio sulla determinazione del periodo in cui i primi migranti giunsero sulla terraferma. Al momento, si sostiene che la prima cultura ad essere approdata nelle Americhe meridionali fu quella Clovis che gli studiosi datano tra i 12.000 e i 13.000 anni fa.

A sostegno di tale ipotesi, in Argentina, nel sito Cueva de Las Manos, predominano i petroglifi raffiguranti le mani, mentre nel sito di Cueva Epullan Grande, le incisioni rappresentano motivi geografici. Conclude l'archeologo: "Questo dimostra che circa 11 mila anni fa esisteva già una forma d'arte rupestre molto variegata. Quindi probabilmente l'uomo è arrivato nelle Americhe molto prima di quanto normalmente viene accettato".

Federica Vitale

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