Amasia: così sarà la Terra tra 100 milioni di anni

amasia

Amasia, è il nome del supercontinente del futuro. I geologi dell'Università di Yale hanno avanzato l'ipotesi che l'attuale Oceano Artico e il Mar dei Caraibi un giorno svaniranno e il Nord e il Sud dell'America si sposteranno verso Nord, dove andranno a “scontrarsi” con l'Europa e l'Asia, che avranno fatto altrettanto.

Gli esperti parlano di ortoversione, ossia del processo in cui il futuro supercontinente nascerà ruotando di 90 gradi dal centro del suo antico predecessore. Tale modello, però si scontra con le teorie dominanti sul futuro delle terre emerse.

Mitchell e colleghi sono giunti alla nuova teoria, dopo un'analisi approfondita del magnetismo delle rocce antiche. “Questo tipo di analisi ci fornisce un nuovo modo per spiegare il movimento dei continenti sia in latitudine che longitudine, fornendo una migliore comprensione dei modelli di dispersione biologica e la dinamica delle profondità della Terra" ha spiegato il dottorando Taylor M. Kilian, secondo autore dello studio, in collaborazione con il professor David Evans.

Il supercontinente più recente, la Pangea, si è formata circa 300 milioni di anni fa, con l'Africa al centro. Circa 100 milioni di anni dopo, ha iniziato a “sbriciolarsi” nei sette continenti odierni con la nascita dell' Oceano Atlantico.

Secondo i ricercatori, la Pangea sarebbe il terzo o il quarto supercontinente nella storia della Terra. I suoi immediati predecessori erano Rodinia (formatosi circa 1 miliardo di anni fa) e Nuna 1,8 miliardi di anni fa).

Dalla Pangea all'Amasia. Non è possibile stabilire con certezza cosa accadrà agli attuali continenti. Ogni previsione infatti è del tutto ipotetica, anche se prima di quello proposto dai geologi di Yale, due erano i modelli standard considerati verosimili.

La prima possibilità è che gli attuali continenti implodano, in una sorta di processo inverso a quello che ha portato dalla Pangea, il supercontinente esistente milioni di anni fa, alla Terra, come oggi la vediamo e la viviamo, attraverso la chiusura di un oceano interno, in questo caso l'Atlantico, che sparirebbe. La seconda ipotesi invece prevede la formazione di un nuovo supercontinente per estroversione, ossia per la chiusura di un oceano esterno, e che le terre compaiano nel punto diametralmente opposto a quello della Pangea. In questo caso, l'Oceano Pacifico scomparirà e il successivo supercontinente si formerà sul lato opposto del globo. La variazione, dall'una all'altra teoria passa per la distanza dal centro del supercontinente precedente, che può essere di 0 o di 180 gradi.

Cosa accadrà dunque? Secondo i geologi di Yale, in base al modello dell'ortoversione, sia l'Asia che il Nord America diventerebbero il centro dell'Amasia, nella zona attualmente occupata dal Mar Glaciale Artico. E ad unirle sarebbe una catena montuosa di nuova formazione.

"Tali speculazioni sul lontano futuro non possono essere testate visto che accadranno almeno tra 100 milioni di anni" ha spiegato Evans "ma siamo in grado di utilizzare i modelli raccolti dai supercontinenti antichi per valutare attentamente l'esistenza dell'umanità nel tempo e nello spazio all'interno della grande danza tettonica della Terra".

Lo studio è stato pubblicato ieri sulla rivista Nature.

Francesca Mancuso

Cerca