Storia: scoperti i resti di un boia inca

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La zona di Lambayeque, nel Perù settentrionale, non è nuova alle scoperte archeologiche. Questa volta, gli archeologi hanno scoperto i resti di un individuo risalente a circa 1.200 anni fa. Gli scavi sono condotti grazie al Fondo Italo Peruviano presso il sito archeologico di Chornancap-Huaca Chotuna.

Il direttore del Museo di Brüning, Carlos Wester La Torre, ha scoperto la sepoltura di un uomo, probabilmente un "boia", attorniato da coltelli da cerimonia. Si tratta di un individuo appartenente alla cultura Sican, ospitata nella zona di Lambayeque tra il 700 e il 1375 dopo Cristo. I resti riportati alla luce sono in particolare quelli di un sarcofago con una maschera e un copricapo in piume che fanno supporre l'appartenenza della tomba alla cultura Sican. Inoltre, alcuni oggetti, quali coltelli, tessuti, lastre di rame, vasi e tessuti lasciano supporre la ritualità del "boia".

La popolazione Sican si sviluppò lungo le coste del Perù settentrionale. Le operazioni di scavo hanno avuto inizio ad aprile di quest'anno e, da allora, sono state riportate alla luce venti tombe, tra cui quella di un bambino risalente al 1100 e il 1150 dopo Cristo. Quando la cultura Sican lasciò il posto a quella Chimu si stava per aprire la strada alla civiltà Inca.

I resti del boia di Lambayeque fanno ipotizzare che si trattasse di un adulto tra i 20 e i 30 anni, la cui tomba fu eretta tra il 1200 e il 1300 d. C. Sebbene le cause della morte siano ancora ignote, i ricercatori ritengono che facesse parte dell'élite Sican. I manufatti portati alla luce, infatti, costituiscono un corredo funerario che porta a pensare che l'uomo celebrasse sacrifici umani. Il direttore degli scavi Wester afferma che il boia avesse un ruolo chiave nelle cerimonie legate ai sacrifici in virtù dei diversi coltelli di rame ritrovati nella sua tomba.

Federica Vitale

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