A Las Hojas il primo ritrovamento di un dinosauro gobbo. Risale a circa 220 milioni di anni fa

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Lungo sette metri e alto circa due, 4 tonnellate e mezzo di peso. È l’identikit di un dinosauro la cui particolarità sta nel fatto di essere gobbo. È stato definito 'il cacciatore gobbo di Las Hojas', dal nome del luogo in cui il suo scheletro è stato ritrovato, vicino alla città di Cuenca, nella Spagna occidentale.

È il primo ritrovamento di questo esemplare, battezzato ufficialmente come Concavenator Corcovatus, e si tratta dello scheletro fossile di dinosauro più completo e meglio conservato di cui si abbia notizia in Europa. Scoperta del tutto insolita se si considera che reperti di questo tipo si riteneva potessero essere localizzati prevalentemente a sud dell’equatore.

Invece, questo fossile aiuterà gli studiosi ad analizzare più accuratamente tutti i predatori appartenenti alla famiglia dei Theropodi, ossia quel gruppo di dinosauri, sia bipedi che carnivori, sviluppatosi nel Triassico, circa 220 milioni di anni fa e del quale faceva parte anche il più famoso T Rex.

Il professor Ortega, della National University of Distance Education di Madrid, ha spiegato come questo tipo di dinosauri Theropodi avessero "due caratteristiche predominanti: la gobba, appunto, e una serie di piccole protuberanze soprattutto nella zona dell’avambraccio". La gobba è "un elemento distintivo del tutto insolita - ha poi aggiunto l'esperto - sebbene sia presente sul dorso di alcune specie di uccelli, anche moderni".

Il ritrovamento del dinosauro di Las Hojas è per il professor Ortega di basilare importanza poiché lo scheletro, "oltre ad essere ben conservato", potrà "aiutare gli studiosi a delinearne la sua evoluzione storica".

I Theropodi, infatti, erano tra i più grandi predatori e di questi, oggi, si sa ancora ben poco. Lo studio in corso faciliterà dunque la vita dei ricercatori anche negli approcci scientifici più meticolosi, come già sta succedendo per i Carcarodontosauri, un’altra specie di dinosauri giganti, agili e veloci, vissuti nel basso Cretaceo, quasi 130 milioni di anni fa, anch’essi tra i più massicci predatori che la Terra abbia mai ospitato.

Federica Vitale

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