Fine del mondo: secondo il Doomsday Clock anticipa di 3 minuti

Doomsday-clock

L'umanità sempre più vicina alla catastrofe globale. Le cause? Diverse, sebbene quella del cambiamento climatico sia la più temuta. Certo, c'è da dire che la teoria della fine del mondo ogni tanto emerge come una sorta di certezza che non dobbiamo affatto dimenticare. E, oggi, a ricordarcelo è anche il Doomsday Clock, l'orologio del Giorno del Giudizio che ci segnala l'imminente catastrofe. Dove per “imminente” si tratta di ben tre minuti.

Il Bulletin of the Atomic Scientists (BAS), infatti, ha spostato il Doomsday Clock di tre minuti più vicino al disastro. E ora si trova a tre minuti prima della mezzanotte. Il BAS è stato creato nel 1945 dagli scienziati che avevano partecipato al Progetto Manhattan, sviluppando la bomba atomica. Giunsero al Doomsday Clock nel 1947 dopo i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, per avvisare il pubblico sui pericoli della proliferazione nucleare. E la mezzanotte rappresenta una catastrofe globale.

Dalla creazione dell'orologio, il sistema è stato regolato 18 volte, in qualche caso di alcuni minuti più lontano dalla mezzanotte, ma sempre tenendola come riferimento. Gli scienziati, quindi, hanno spostato l'orologio verso la distruzione, perché sono preoccupati per il cambiamento climatico e gli sforzi che l'uomo compie per modernizzare le scorte di armi nucleari. Il BAS ha espresso particolare preoccupazione per l'innalzamento del livello del mare.

L'ultima volta che le lancette furono spostate fu alle 23:57 del 1984, quando esplosero le tensioni tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. È il 2015 e la Guerra Fredda o i timori di un Armageddon nucleare sono in gran parte scomparsi dalla coscienza pubblica. Tuttavia, gli scienziati hanno ritenuto opportuno spostare la lancetta dei minuti del Doomsday Clock a tre minuti dalla mezzanotte. È questa la posizione “più critica” della sua storia. "Il cambiamento climatico non controllato, la modernizzazione delle armi nucleari e gli arsenali fuori misura costituiscono minacce straordinarie e innegabili per la sopravvivenza dell'umanità, e i leader mondiali hanno fallito nell'agire con velocità o su una scala necessaria per proteggere i cittadini da potenziale catastrofe", scrivono gli esperti del Bulletin of the Atomic Scientists.

Le previsioni catastrofiche del Bulletin focalizzano non solo sui pericoli di una proliferazione nucleare ma, negli ultimi dieci anni, i suoi scienziati hanno anche iniziato a considerare gli effetti del cambiamento climatico. Andando a “leggerne” gli influssi sul loro “macabro” orologio a tempo. "Si tratta del giorno del giudizio. Questa è la fine della civiltà come la conosciamo", dichiara il direttore esecutivo del Bulletin, Kennette Benedict.

Federica Vitale

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