Stonehenge: una mappa digitale rivela monumenti nascosti

stonehenge mappa digitale

Uno straordinario complesso di monumenti archeologici sconosciuti è stato scoperto intorno a Stonehenge, il sito archeologico britannico avvolto da enigmi e misteri. L'impresa è stata possibile utilizzando i moderni metodi hi-tech di scansione della superficie terrestre.

La dettagliata mappa digitale archeologica di questo iconico paesaggio fa parte di un grandioso progetto, il più grande nel suo genere, e rivela una moltitudine di tumuli finora ignoti e un immenso monumento rituale che, si sostiene, possa essere il più grande al mondo.

Guidati dall'Università di Birmingham, in collaborazione con il Ludwig Boltzmann Institute for Archaeological Prospection and Virtual Archaeology, gli scienziati che hanno condotto lo studio sostengono che questa nuova ricerca trasformerà la conoscenza di questo sito enigmatico. Le tecniche di telerilevamento e le indagini di geofisica hanno rilevato centinaia di nuovi oggetti e strutture che ora fanno parte della più dettagliata mappa digitale archeologica di Stonehenge finora prodotta.

I sorprendenti ritrovamenti sono, dunque, 17 monumenti rituali precedentemente sconosciuti e risalenti al periodo in cui Stonehenge raggiunse la sua forma caratteristica. Decine di tumuli sono stati mappati in dettaglio, tra cui un lungo sepolcro antecedente a Stonehenge ed un edificio in legno massiccio, probabilmente utilizzato per il rituale dell'inumazione dei morti a seguito di una complicata sequenza di esposizione e scarnificazione.

Tra i monumenti più significativi anche i Durrington Walls, situati a breve distanza da Stonehenge. Questa immensa struttura rituale, probabilmente la più imponente nel suo tipo al mondo, ha una circonferenza di oltre 1,5 chilometri. Una nuova ricerca rivela come questa si costituisse, nella sua fase iniziale, da una fila di massicci massi o pietre, probabilmente alti fino a tre metri di altezza, e forse 60 in tutto, alcuni dei quali potrebbero ancora essere presenti sotto la serie che circonda il monumento.

Lo studio ha rivelato anche nuovi tipi di strutture, tra cui enormi pozzi preistorici, alcuni dei quali sembrano formare allineamenti astronomici; oltre a centinaia di tumuli funerari dell'Età del Bronzo e del Ferro e ad insediamenti romani. Tutti mappati con scrupoloso dettaglio. Questi risultati dimostrano come la nuova tecnologia stia contribuendo al modo in cui gli archeologi potranno effettivamente comprendere il sito di Stonehenge ed il suo sviluppo nel corso di oltre 11 mila anni. "Questo progetto ha rivelato che la zona intorno a Stonehenge è ricca di archeologia inedita e l'applicazione delle nuove tecnologie è in grado di trasformare il modo in cui gli archeologi ed il pubblico in generale potranno conoscere uno dei paesaggi più studiati sulla Terra", ha dichiarato il professor Vincent Gaffney, a capo del progetto inglese e della cattedra di Landscape Archaeology and Geomatics presso la University of Birmingham.

Federica Vitale

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