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Cratere Siberia cop

La fine del mondo sta per arrivare? In Siberia, nella regione settentrionale dello Yamal, che significa appunto, 'fine del mondo', si è aperto un misterioso cratere, avvistato e documentato dai giornali locali all'inizio della settimana. Come per molti altri fenomeni rimasti inspiegati molte ipotesi, anche esoteriche, si sono fatte avanti. Sapremo mai la verità?

Se per i Maya la fine del mondo doveva già essere arrivata, l'apertura di questa vasta buca nella regione che porta il suo nome ha subito attratto teorie che sfociano nel paranormale. Anche se, in realtà, alcuni scienziati ritengono più razionalmente che possa trattarsi di un fenomeno legato "semplicemente" al riscaldamento globale.

Altri esperti ritengono che la frattura potrebbe essere stata causata da un oggetto spaziale, forse un meteorite, che avrebbe colpito la Terra, o che si tratta di una dolina causata dal collasso della roccia sotto il foro causato da fattori ancora sconosciuti. E non manca chi avanza teorie di matrice aliena.

La spiegazione comunque non sembra così facile da ottenere. E d'altronde non è l'unico "buco" apertosi apparentemente dal nulla. Lo scorso novembre 2013, nel villaggio di Sanica, in Bosnia uno stagno pieno di pesci e alghe verdi galleggianti è "svanito" nel giro di poche settimane, lasciando un burrone con una voragine di circa 20 metri di diametro e 10 metri di profondità.

Lago Bosnia

Analogamente nessuno è mai riuscito a dimostrare il perché dell'esistenza della "porta dell'inferno", un cratere nel deserto del Karakum, a circa 260 chilometri da Ashgabat, nel Turkmenistan, che brucia continuamente dal 1971, quando un gruppo di geologi, preoccupati per le sue esalazioni velenose, decisero di dargli fuoco, e che da allora risulta impossibile spegnere.

porta inferno

Molti altri crateri "misteriosi" ci sono poi sulla Terra: ben 60 ce ne sono, ad esempio, solo nell’area di Keris, nel deserto egiziano, ed, essendo molto datati, l'ipotesi più accreditata fu inizialmente l'impatto con piccoli asteroidi, avvenuto in tempi remoti. Eppure alcuni studiosi dell'Osservatorio Astronomico di Torino hanno recentemente scartato questa "ovvia" teoria, stendendo anche su queste voragini un alone di mistero.

Ancora più enigmatiche le voragini nell'Oceano Pacifico, tra i 1500 e i 3000 metri di profondità, in prossimità della Ridge de Carnegie, sui fianchi di una catena vulcanica sottomarina di fronte all’Ecuador. Sono decine e con un diametro compreso tra i 2 e i 3 chilometri, con profondità che sfiorano i 500 metri. Si estendono su un’area di oltre 500 mila chilometri quadrati e anche per loro gli esperti hanno escluso un'origine dovuta a scontri con corpi celesti.