Ata, 'l'alieno-nano' ritrovato nel deserto di Atacama

alieno atacama

Il suo nome è "Ata", abbreviazione di Atacama, e non è un alieno. Almeno secondo quanto riferiscono i ricercatori della Stanford University. A quanto pare, l'esemplare parzialmente mummificato, la cui altezza si aggira attorno ai 15 centimetri, era maschio e sembra essere vissuto dai sei agli otto anni, nonostante la sua piccola dimensione.

Alcune teorie vorrebbero che il corpo sia in realtà un feto abortito. Tuttavia, si tratta, appunto, di teorie non accreditate. Secondo quanto sostengono i ricercatori, non si tratterebbe di un feto sulla base degli studi effettuati sulla misurazione della massa ossea e la piastra epifisaria, ossia la struttura di crescita. “Ovviamente, respirava, mangiava e metabolizzava", conferma Garry Nolan, ricercatore di biologia sulle staminali. E, mentre "si interroga su quanto grande avrebbe potuto essere la strana creatura quando è nata", questa a sua volta non sembra essere altro che una "mutazione interessante".

Il ritrovamento si è avuto nei pressi di una chiesa abbandonata nel deserto cileno di Atacama, da cui deriva il suo nome. Secondo la stampa locale, la piccola figura era avvolta in un panno bianco al momento della scoperta. Gli appassionati di Ufo, dal canto loro, sono stati solerti nell'assegnarne le origini a qualcosa di extraterrestre, soprattutto in considerazione del fatto che molte delle sue caratteristiche hanno finito per essere associate a quelle degli alieni, tra cui una testa oversize, sproporzionata al resto del corpo. Il fatto che quest'ultimo si presenti squamoso, inoltre, e la gabbia toracica sia composta da nove costole non ha aiutato a fornirne ancora una valida conferma.

In realtà, lo scheletro è stato considerato un elemento importante nel documentario in cui l'attivista extraterrestre Steven Greer ha proposto di dimostrare non solo che gli alieni possano essere creature reali, ma che il governo stia lavorando molto duramente per coprirne la loro esistenza. Greer, oltre ad essere biologo è anche un medico, ed ha spiegato che il suo team "è riuscito ad ottenere il DNA della creatura sezionando chirurgicamente le estremità distali di due costole anteriori della parte destra" dal campione, il quale "chiaramente conteneva midollo osseo".

Tuttavia, non tutti sono convinti e d'accordo sul fatto che si tratti o meno di un alieno. E tra questi lo stesso Greer. Per quanto lo riguarda, infatti, il medico biologo sottolinea come il suo team sia quasi riuscito a dimostrare che la creatura fosse, in passato, un organismo vivente. E questo sarebbe un passo ulteriore verso la conferma che si tratti effettivamente di un extraterrestre. Un ritrovamento che ricorda molto quello di Roswell.

Federica Vitale

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