Doomsday Clock: mancano sempre 5 minuti alla fine del mondo

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Le lancette del famigerato "Doomsday Clock" rimarranno saldamente al loro posto, a cinque minuti dalla mezzanotte. È quanto, preoccupati, dichiarano gli esperti del Bulletin of the Atomic Scientists.

Le armi nucleari hanno da sempre rappresentato un pericolo per l'umanità intera. E l'orologio è un simbolo della minaccia di distruzione imminente dell'umanità a causa delle armi nucleari o biologiche, dei cambiamenti climatici e di altri disastri causati dall'uomo. Dopo aver annunciato le loro prospettive per il futuro dell'umanità, il gruppo di scienziati ha scritto una lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “Il 2012 è stato l'anno più caldo mai registrato negli Stati Uniti, caratterizzato da siccità devastanti e da brutali tempeste", si legge nella lettera. "Questi eventi estremi sono esattamente ciò che i modelli climatici prevedono per un'atmosfera carica di gas ad effetto serra".

Allo stesso tempo, la lettera ha fatto cenno anche a qualche progresso, plaudendo il presidente per l'adozione di misure atte a "spingere il paese lungo un percorso energetico più razionale. Nutriamo profonda speranza per il secondo mandato di Obama, come già facemmo nel 2010, quando trasferimmo indietro la lancetta dell'orologio dopo il suo primo anno in carica", dichiara il gruppo. “Questo è l'anno di leadership degli Stati Uniti nel rallentare i cambiamenti climatici e nell'impostare un percorso verso un mondo senza armi nucleari".

Il Doomsday Clock nacque nel 1947. Nel 1949, le sue lancette furono portate a tre minuti dalla mezzanotte conseguentemente al deterioramento del rapporto tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. Nel 1953, dopo il primo test della bomba all'idrogeno, l'orologio del giorno del giudizio ticchettava a due minuti dalla mezzanotte. Era il più vicino passaggio alla distruzione globale che si visse in quel periodo e che mai abbiamo più rivisto.

Il Bulletin of the Atomic Scientists fu realmente ottimista nel 1991, quando la Guerra Fredda letteralmente “scongelò” le relazioni internazionali tra gli Stati Uniti e la Russia e quest'ultima cominciò a smantellare i suoi arsenali. Quell'anno, l'orologio fu fissato a 17 minuti alla mezzanotte. Da allora e fino al 2010, tuttavia, si percorse un cammino temporale simile ad un ritorno graduale o uno slittamento verso la distruzione, vedendo scomparire le vecchie speranze di un disarmo nucleare e le minacce del terrorismo nucleare e dei cambiamenti climatici sollevarsi sulle teste di chi, quell'orologio, lo scandisce al minuto. Nel 2010, il Bulletin ritrovò, dunque, qualche speranza nei diversi trattati di riduzione degli armamenti, in seguito ai colloqui internazionali sul clima. La lancetta dei minuti del Doomsday Clock si portò indietro a sei minuti dalla mezzanotte, ad un minuto in più da quei cinque sul quale era rimasta ferma per anni.

Tuttavia, nel 2012, un altro minuto si è aggiunto alla rincorsa della fatale mezzanotte. Oggi, il Doomsday Clock scandisce un'ora ben precisa: 23:55. E, per quest'anno, annunciano gli esperti, si terrà fermo lì.

Federica Vitale

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