Lago Vida: in Antartide scoperta la vita dov'era impossibile trovarla

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La vita esiste anche dove finora era ritenuto impossibile. Non c'è bisogno di andare su Marte per trovarsi faccia a faccia con scoperte storiche. Basta recarsi in Antartide e scoprire cosa accade sotto lo spesso strato di ghiaccio che ricopre il Lago Vida, uno degli ambienti acquatici più freddi e ostili della Terra.

Il Lago Vida, situato nel cuore dell'Antartide, brulica di vita. Gli scienziati hanno perforato lo strato di ghiaccio e nelle sue acque hanno trovato una grande quantità e varietà di batteri. “Il Lago di Vida non è un bel posto dove trascorrere la vita", ha scherzato Peter Doran, scienziato della University of Illinois di Chicago e membro del team che ha esplorato il lago. Il lago è il più grande di una serie di specchi di acqua nel deserto di ghiaccio antartico. “È notevole che qualcosa voglia vivere in quell'ambiente freddo, buio e salato”, continua lo studioso.

Facciamo un passo indietro. Doran e colleghi hanno perforato il lago Vida due volte: una volta nel 2005 e la seconda volta nel 2010. I campioni d'acqua prelevati nel corso di entrambi i viaggi hanno prodotto circa un decimo dell'abbondanza delle cellule che di solito si trovano nei laghi d'acqua dolce situati nelle zone climatiche temperate. Alcune delle cellule hanno il diametro di 1 micrometro, le dimensioni 'classiche' dei microbi, ma i campioni contenevano anche molte altre particelle con un diamento di 0,2 micrometri.

Nessuna delle cellule scoperte rappresenterebbe però una forma di vita sconosciuta, come ha confermato Alison Murray, esperta del Desert Research Institute di Reno, nel Nevada, e co-autricee dello studio. L'analisi genetica suggerisce che la maggior parte delle cellule - sia quelli di dimensioni standard e sia le microcellulee - sia correlata a tipi noti di batterio. Tutti, tranne uno. Un batterio in particolare potrebbe non avere affinità con quelli già conosciuti dall'uomo.

Le analisi degli isotopi delle particelle di carbonio organico nel ghiaccio suggeriscono che il lago sia rimasto sigillato dal ghiaccio da circa 2.800 anni. Ciò ha fatto sì che le particelle di carbonio “in salamoia” si siano conservate per un periodo molto lungo, vivendo isolate e al riparo da eventuali animali predarori, del tutto assenti a quelle temperature. Le cellule scoperte hanno elaborato un loro sistema di adattamento, una sorta di modalità di sopravvivenza, evitando la divisione cellulare e la riproduzione, e ciò ha permesso loro di sopportare lo stress in un ambiente così difficile e per un periodo di tempo così lungo.

La squadra non ha ancora trovato un modo per far sì che tali batteri possano produrre energia, ma una delle possibilità future potrebbe essere questa. “Di sicuro, c'è un sacco di energia in salamoia” ha detto Murray.

La straordinaria schiera di vita microbica trovato nel lago Vida è stata resa nota su Pnas.

Francesca Mancuso

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