L'ora della morte e' scritta nei geni

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L'ora della nostra morte può essere prevista grazie ai geni. Lo ha scoperto quasi per caso un team di ricercatori di Harvard intento a studiare in che modo il ritmo circadiano influenzasse la nostra salute. Un gruppo di geni conterrebbe dunque questa preziosa informazione.

Beata l'ignoranza, verrebbe da dire. Ma il danno ormai è fatto. I ricercatori dell'Harvard Medical School hanno scoperto la variante genetica che non solo determina se siamo o meno mattinieri ma prevede anche, con una precisione inquietante, l'ora probabile della nostra dipartita.

Lo studio in realtà era stato avviato con ben altri propositi, ed in primo luogo trovare le rare mutazioni genetiche che regolano l'orologio biologico umano, con la possibilità di associarle alla comparsa di malattie quali il Parkinson e l'Alzheimer. "L'interno 'orologio biologico' disciplina molti aspetti della biologia e del comportamento umano, come i tempi di sonno preferiti, i tempi di picco delle performance cognitive, e la tempistica di molti processi fisiologici. Esso influenza anche i tempi di eventi acuti medici come ictus e infarti," ha spiegato il primo autore della ricerca Andrew Lim, del Dipartimento di Neurologia del Beth Israel Deaconess Medical Center.

Precedenti studi sui gemelli e sulle loro famiglie avevano suggerito che il ritardo o la precocità del proprio orologio può essere ereditata e può essere influenzata da geni specifici. La prima informazione acquisita dai ricercatori è in realtà una conferma: in media è più alta la probabilità di morire nel corso delle prime ore del mattino, con un tempo medio attorno alle 11, dicono gli scienziati. Questa scoperta segna il maggior contributo di un singolo genotipo in una popolazione di grandi dimensioni per determinare l'ora del giorno in cui le persone si svegliano o vanno a dormire. Ma non solo.

Il lavoro è nato diversi anni fa, mentre Lim stava lavorando presso il laboratorio di BIDMC di Clifford Saper, che stava tentando di spiegare perché le persone anziane hanno difficoltà a dormire e si era unito ad un progetto di ricerca con sede presso il Rush University di Chicago che coinvolgeva 1.200 persone. L'intento originale era quello di determinare se ci fossero precursori identificabili per lo sviluppo della malattia di Parkinson o dell'Alzheimer.

Come parte della ricerca i soggetti sono stati sottoposti a varie analisi sonno-veglia utilizzando un braccialetto chiamato actigraph. Inoltre, al fine di fornire agli scienziati informazioni sui modelli sonno-veglia entro un anno della morte, i partecipanti hanno deciso di donare il cervello dopo la loro scomparsa. Ma l'inchiesta ha preso una nuova piega quando Lim ha appreso che dello stesso gruppo di soggetti era disponibile anche il Dna.

In collaborazione con i ricercatori della Brigham, Lim e i colleghi hanno confrontato il comportamento sonno-veglia di questi individui con i loro genotipi. Questi risultati sono stati poi verificati su un gruppo di giovani volontari. E gli esperti non hanno avuto dubbi: “C'è davvero un gene che predice l'ora del giorno in cui moriremo. Non la data, per fortuna, ma l'ora del giornoha detto Saper.

Sarà necessario del lavoro supplementare per determinare i meccanismi con cui questa e altre varianti genetiche influenzano l'orologio biologico del corpo. La ricerca potrebbe portare a nuove terapie per il trattamento di disturbi legati al jet lag o al lavoro a turni.

Lo studio è stato pubblicato su Annals of Neurology.

Francesca Mancuso

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