Se lo zombie è preistorico...

teschi zombie

Gli uomini dell'Età della Pietra temevano il ritorno degli zombie alla vita? Che ci crediate o no, alcuni scienziati sostengono proprio che ciò potesse essere possibile. Pare, infatti, che sin dai tempi antichi della preistoria gli esseri umani avessero un certo timore verso i “morti che camminavano”, ossia corpi che tornavano alla vita per uccidere e torturare le proprie vittime.

Ma non solo. A volte, gli zombie preistorici potevano anche nutrirsi di carne umana, diventando così i primi cannibali della storia dell'uomo. Poteva accadere che gente urlante di paura fosse trascinata nelle caverne o nelle impenetrabili e selvagge foreste e, lì, gli zombie consumassero il succulento e truculento pasto.

Recentemente, un team di archeologi si è adoperato per disotterrare alcuni teschi umani ritrovati in Europa e in Medio Oriente. Tutti appartenenti a individui maschi di un'età compresa fra i 18 e i 30 anni. Con tutta probabilità, questi teschi furono separati dal restante corpo per impedire che la persona in questione, dopo morta, potesse tornare alla vita. Secondo quanto è stato pubblicato sul prestigioso quotidiano New Scientist, “i teschi spaccati” erano parte di almeno un paio di culture localizzate su questi due continenti.

Analisi forensi condotte sui teschi hanno rivelato come questi fossero stati consapevolmente e con una certa logica separati dal corpo e distrutti alcuni anni dopo la morte dell'individuo. Ciò ha portato i ricercatori a considerare che le origini degli zombie e dei vampiri abbiano radici in un passato molto lontano. Precisamente, in queste tribù preistoriche.

Dopo il macabro rituale, che potrebbe essere a ragione definito di “ri-uccisione”, per assicurarsi che il corpo non potesse più camminare tra i viventi, il cranio veniva separato dallo scheletro, rimosso dall'originaria sepoltura e seppellito ancora una volta lontano dal proprio corpo.

Juan José Ibañez, dello Spanish National Research Council di Barcellona, sostiene che ci sono molti motivi supportati da prove inconfutabili per credere che gli abitanti dell'Età della Pietra temessero il ritorno alla vita dei loro morti. Forse, “essi credevano che il solo modo per proteggere se stessi fosse spaccare il cranio e separarlo dal corpo, per poi seppellirlo lontano”. È noto come per fermare gli zombie fosse colpirli alla testa. In molti film dell'orrore abbiamo “imparato” che un colpo di pistola ben mirato alla testa sia l'unica soluzione per “ri-uccidere” uno zombie. Quando le armi da fuoco ancora non esistevano, si usavano le pietre. E separare la testa dal corpo era il solo modo per assicurarsi la fine definitiva dello zombie. Secondo il professor Ibañez, probabilmente questi teschi appartenevano a individui maschi perché si riteneva che attraverso di essi si potesse assorbirne la forza.

La paura dello zombismo, dunque, non è prerogativa solo dei giorni nostri. Probabilmente, già 10 mila anni or sono, i Siriani e gli antichi abitanti europei intrapresero una battaglia contro quella che potrebbe essere definita “l'apocalisse degli zombie”.

Federica Vitale

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