Posidonia oceanica: è l'organismo più vecchio del mondo

posidonia oceanica

L'organismo più vecchio del mondo è la Posidonia oceanica, pianta marina comune in tutto il Mar Mediterraneo. Un grande banco di tale specie è stato trovato tra Formentera e Ibizia da un gruppo di esperti dell'Università di Algarve, guidati da Sophie Arnaud-Haond. E la pianta potrebbe avere dagli 80mila ai 200 mila anni.

Utilizzando microsatelliti su 1544 unità di campionamento a partire da 40 sedi differenti in tutto il Mediterraneo, gli studiosi hanno rintracciato la Posidonia oceanica più antica del pianeta. Si tratta anche di una delle più antiche forme di vita esistenti.

L'analisi effettuata dal team di ricerca ha rivelato la presenza organismi di grandi dimensioni, che si sono riprodotti fino a raggiungere 15 chilomentri. Confrontando infine altri studi e altri modelli sulla Posidonia oceanica, è stato calcolato che tali cloni di grandi dimensioni potrebbero risalire addirittura ad un periodo molto remoto, lontano da noi anche centinaia di migliaia di anni.

Lunga vita alla Posidonia. Almeno finora, visto che i cambiamenti climatici e l'azione dell'uomo stanno velocemente mettendo a rischio una specie davvero longeva e resistente, sopravvissuta anche alla glaciazione ma messa a rischio dal global warming.

E la cosa fa ancor più scalpore se si pensa che la pianta ha bisogno di 600 anni per raggiungere la superficie di 80 metri quadri.

Dicono gli esperti: "La dimensione massima e l'età che gli organismi clonali possono raggiungere sono elementi ancora poco conosciuti, anche se sappiamo che i più grandi cloni naturali posso estendersi per centinaia o migliaia di metri e potenzialmente vivere per secoli. Abbiamo fatto una revisione dei risultati fino ad oggi, ed essi rivelano che le stime dell'età e delle dimensioni massime riportate in letteratura sono in genere limitati dalla scala di campionamento, e spesso si finisce per sottovalutare l'età massima e le dimensioni degli organismi clonali”.

Lo studio è stato reso noto su su PlosOne.

Francesca Mancuso

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