Terremoto a Roma: appuntamento all'Ingv per scoprire i misteri della teoria Bendandi

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Sale l’attesa per il fatidico e catastrofico 11 maggio che vorrebbe Roma rasa al suolo. E, in previsione di tale data l’Ingv, l’Istituto di geofisica e vulcanologia, che in Italia si occupa dei terremoti, sta organizzando un interessante Open Day durante il quale si discuterà sulla fondatezza o meno di queste previsioni.Oggi, presso la sede romana dell'Istituto durante una conferenza stampa sarùà presentato l'evento, rispondendo anche ad alcuni quesiti sulla teoria Bendandi e la sua corretta interpretazione. Inoltre, online è disponibile una pagina dove si forniscono informazioni scientifiche e le smentite alla previsione di Raffaele Bendandi, il sismologo autodidatta che avrebbe predetto il terremoto devastante di Roma.

L’Open day organizzato dall’Ingv si terrà a Roma mercoledì 11 maggio nella sede dell’ente. Proprio il giorno del sisma. Si tratterà di una giornata informativa sui terremoti. Il pubblico sarà chiamato a partecipare essendo, le porte dell’istituto, aperte al pubblico per incontri con i ricercatori, visite alla sala di monitoraggio e visite guidate all’esposizione interattiva sui terremoti e sul campo magnetico terrestre.

Nel comunicato che rende noto l’evento, si legge: “La comunità scientifica è oggi più che mai convinta che ci si può difendere dai terremoti solo con le tre parole chiave: conoscenza, previsione ed educazione. Approfittiamo dell’elevata attenzione dovuta a questa presunta previsione del Bendandi per illustrare la dimensione del problema terremoti in Italia e nel mondo e il contributo della ricerca sismologica nella mitigazione del rischio sismico in Italia”.

La teoria di Bendandi. Il dossier reso ormai pubblico dagli esperti è volto a chiarire le teorie del sismologo e a ricercarne elementi di fondatezza. La sua teoria si basa sull’idea che ci sia un diretto collegamento tra i terremoti e l'attività dei pianeti. In modo simile alla Luna che influenza le maree, l'allineamento planetario condizionerebbe quindi i fenomeni sismici.

Ma la teoria di Bendandi non convince gli addetti ai lavori perché non individua un epicentro, bensì un’area che potrebbe venir colpita. Bisogna dar atto che alcuni importanti sismi furono predetti, come quello che colpì il centro America nel 1923 e la penisola balcanica nel 1924; infine, tra gli altri, sembra fosse stato predetto anche il terremoto del Friuli del 1976. Tra la carte dello studioso, sono stati trovati degli appunti che concentravano l’attenzione sull’11 marzo, la data che la nostra memoria ricorda per i terribili effetti che ancora oggi il Giappone patisce.

Nonostante gli sforzi, i sismologi continuano imperterriti ad affermare che è praticamente impossibile prevedere i terremoti scientificamente. E c’è chi dichiara che, tra gli appunti di Bendandi, non sia stato trovato nessun riferimento al sisma che sconvolgerà Roma. A puntualizzare è soprattutto la presidenza dell’istituzione culturale dedicata al sismologo, “La Bendandiana”.

Dunque, la domanda: “Roma è a rischio sismico?” rimane aperta e campo fertile per risposte che si rincorrono a suon di smentite ed affermazioni. Quel che è certo è il grado di modesta sismicità che coinvolge l’area dei Castelli romani che si riflette sulla capitale. Ma l’ipotesi di far coincidere l’epicentro con la città eterna è molto remota.

Federica Vitale

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