Batteri e virus: i viaggi spaziali ci aiuteranno a sconfiggerli

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Dalla tecnologia sviluppata durante le lunghe ricerche condotte sulla Stazione Spaziale Internazionale sta nascendo un nuovo modo per tenere i pazienti ospedalieri al sicuro dalle infezioni. Utilizzando il plasma (gas surriscaldato e caricato elettricamente), Gregor Morfill, direttore del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics, sta sviluppando nuovi modi per uccidere batteri e virus che possono causare infezioni negli ospedali.

"Nella storia dei viaggi dell’uomo nello spazio, questo è l’esperimento che dura da più tempo", ha dichiarato il dottor Morfill. La ricerca è iniziata sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove dal 2001 sono in corso esperimenti di fisica finanziati dall’Esa. Sono più di due dozzine gli astronauti ed i cosmonauti che utilizzano le apparecchiature a bordo dell’Iss.

I batteri sono in continua evoluzione, e sviluppano la loro resistenza agli antibiotici più comuni. Fino ad oggi, il metodo migliore per prevenire la diffusione delle infezioni batteriche è l’igiene: lavarsi regolarmente le mani tra pazienti, e la sistematica pulizia e disinfezione di pavimenti, maniglie delle porte, tende ospedaliere e di tutto ciò che potrebbe trasportare materiale infetto. Il dottor Morfill, invece - come si legge sul sito Roboaid.com - sta progettando un sistema che utilizza le innate proprietà antibatteriche del plasma per una disinfezione semplice e rapida.

Negli ultimi anni, gli esperti sanitari hanno visto un drammatico aumento dei super-ceppi di batteri, che possono sopravvivere agli antibiotici più forti, ed i distributori di plasma potrebbero combatterli. Ad esempio il resistentissimo Staphylococcus aureus (MRSA), solo nell’Unione Europea, ogni anno uccide 37 mila persone; colpisce più di 150.000 pazienti, con conseguenti costi extra-ospedalieri di 380 milioni di euro per i sistemi sanitari UE.

Le esperienze nello spazio hanno portato a ritenere che il plasma potrebbe avere delle applicazioni molto utili sulla Terra. Con l'aiuto dell’Esa - che ha finanziato la maggior parte delle ricerche - il team del dottor Morfill sta sviluppando un sistema per gli ospedali, ed i progressi futuri nella tecnologia del plasma freddo potrebbero portare anche a dei sistemi utilizzabili nelle nostre case. Il plasma, infatti, potrebbe essere utilizzato per riempire fessure nascoste in oggetti come spazzolini da denti o rasoi, al posto dei raggi ultravioletti (che disinfettano solo le superfici che illuminano).

Per il dottor Morfill il plasma "ha molte applicazioni pratiche, dall’igiene delle mani a quella degli alimenti, alla disinfezione degli strumenti medicali all’igiene personale, all’odontoiatria… potrebbe essere usato in molti, molti campi". Infine, ha aggiunto Morfill, il plasma potrebbe essere utilizzato come un sistema di protezione planetaria per “disinfettare” i satelliti e le sonde planetarie, in modo da non trasportare i batteri terrestri sugli altri pianeti.

Antonino Neri

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