La costante di Hubble gioca un ruolo chiave nella comprensione dell’evoluzione cosmica e del destino ultimo dell’universo. Questo parametro, essenziale per decifrare la velocità di espansione dell’universo, ha mostrato una discrepanza persistente nota come tensione di Hubble. Questa discrepanza emerge confrontando i valori misurati attraverso vari indicatori di distanza indipendenti con quelli teorizzati a partire dalle osservazioni del Big Bang. Recentemente, il Telescopio Spaziale James Webb, un progetto congiunto di NASA/ESA/CSA, ha fornito conferme che rafforzano le precedenti osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble, dissipando ogni dubbio residuo riguardante le misurazioni di Hubble.
Il Telescopio Spaziale Hubble, fin dalla sua messa in orbita nel 1990, è stato concepito per affinare il calcolo del tasso di espansione dell’universo utilizzando la sua avanzata capacità di osservazione. Prima di Hubble, le stime dell’età dell’universo variavano ampiamente, da 10 a 20 miliardi di anni, a causa delle incertezze delle osservazioni terrestri. Grazie a Hubble, la precisione di queste stime è stata migliorata al di sotto dell’uno percento, stabilendo l’età dell’universo in circa 13,8 miliardi di anni. Questo risultato è stato raggiunto perfezionando la cosiddetta “scala delle distanze cosmiche” attraverso la misurazione delle stelle variabili Cefeidi. Tuttavia, il valore della costante di Hubble ottenuto non concorda con le misurazioni che suggeriscono un’espansione più rapida post Big Bang, osservate tramite la mappatura della radiazione cosmica di fondo a microonde dal satellite Planck dell’ESA.
Il ruolo del Telescopio Spaziale James Webb
L’intervento del Telescopio Spaziale James Webb ha permesso di verificare con precisione i risultati ottenuti da Hubble. Le osservazioni infrarosse delle Cefeidi da parte di Webb hanno confermato la correttezza dei dati ottici raccolti da Hubble. Queste verifiche consolidano la fiducia nelle misurazioni di Hubble, lasciando aperto il mistero della tensione di Hubble. La discrepanza tra l’espansione dell’universo nelle sue fasi primordiali e nelle vicinanze potrebbe indicare la necessità di una nuova fisica o di considerare altri fattori non ancora compresi.
Adam Riess, fisico dell’Università Johns Hopkins e premio Nobel per la scoperta dell’accelerazione dell’espansione dell’universo, sottolinea l’importanza delle recenti osservazioni. Secondo Riess, l’eliminazione degli errori di misurazione apre la porta a nuove ipotesi sull’universo, tra cui il ruolo dell’energia oscura. Le osservazioni del 2023 da parte del team SH0ES, utilizzando il Webb, hanno confermato l’accuratezza delle misure di Hubble, rafforzando l’idea che le discrepanze non siano dovute a errori ma a fenomeni ancora da comprendere.
Le nuove osservazioni includono l’analisi di cinque galassie contenenti Cefeidi, estendendosi fino a NGC 5468, situata a 130 milioni di anni luce di distanza. Queste scoperte supportano la precisione delle misurazioni lungo la scala delle distanze cosmiche e invitano a ulteriori indagini per risolvere il mistero della tensione di Hubble.