Cometa Ison: se resiste all'incontro del Sole, sarà la cometa di Natale

luminosità-cometa-ison

La cometa Ison è a quattro giorni dal suo incontro con il Sole. E gli astronomi sono in trepidante attesa di constatarne gli effetti. Non è ancora noto, infatti, se la cometa sarà in grado di sopportare il calore della nostra stella o sarà destinata ad evaporare e a frantumarsi in mille schegge.

Gli astronomi sperano di assistere a uno spettacolo celeste coinvolgente nel cielo della fine di dicembre. Ison sarà visibile anche a occhio nudo il prossimo mese con più intensità di quella attuale. Gli appassionati, dunque, saranno occupati nell'immortalare le immagini più belle, sebbene la parte migliore debba ancora venire.

La cometa Ison fu rilevata dagli scienziati giusto un anno fa. Ora, la cometa è intenta nel suo volo all'interno del sistema solare per la prima volta. La sua velocità è stimata attorno ai 150 mila miglia orari (240 mila Km/h), ma ci si aspetta che possa aumentare una volta che la sua distanza dal Sole sarà minore. “Può davvero essere considerata la cometa delle vacanze. Si dovrebbe riuscire a visualizzarla ben oltre il Natale. Però deve riuscire a sopravvivere", ha dichiarato Jim Green, direttore della divisione di scienza planetaria della Nasa.

Per mesi, gli occhi di amatori ed esperti si sono levati al cielo alla ricerca della suggestiva bellezza della cometa. Ma è innegabile che il “momento della verità” sarà proprio il 28 novembre che, negli Stati Uniti, coinciderà con l'atteso Giorno del Ringraziamento. E solo allora sapremo se Ison sarà riuscita a sopportare le incredibili temperature del Sole, regalandoci uno spettacolo favoloso.

Di Ison è noto come provenga dalla nube di Oort, ai margini del sistema solare, e sede di innumerevoli corpi ghiacciati. In particolare, di polveri congelate e gas. Per qualche motivo, Ison fu spinta fuori da questa nuvola per giungere verso il cuore del sistema solare grazie all'intensa attrazione gravitazionale del Sole.

La cometa, nel caso riuscisse a resistere al 28 novembre, si avventurerà più vicino a noi, a circa 40 milioni di chilometri, ossia meno della metà della distanza tra la Terra e il Sole. Tale vicinanza dovrebbe essere raggiunta il 26 dicembre. In seguito, si dirigerà nella direzione opposta. E sarà per sempre, data la sua traiettoria prevista.

ISON prende il nome dal Network International Scientific Optical, usato da una coppia di astronomi russi per rilevare la cometa nel settembre dello scorso anno. Ma ufficialmente è conosciuta come C/2012 S1, una denominazione che indica quando è stata scoperta. A gennaio, la Nasa, grazie alla navicella spaziale Deep Impact si è avvicinata alla cometa ad una distanza di circa 500 milioni di chilometri. E da allora si sono susseguite numerose altre osservazioni.

Se riesci a scattare delle belle foto del cielo, partecipa gratuitamente al Pifa, il Premio Italiano di Fotogragfia Astronomica organizzato da NextMe. Leggi il Regolamento

Federica Vitale

Image Credit: Space.com

Leggi anche:

- La cometa Ison osservabile anche grazie ad un'app

- Cometa Ison: in attesa di avvicinarsi al Sole, la sua coda cresce

- Cometa Ison: sempre più visibile ad occhio nudo

- Cometa Ison: le ultime immagini

Cerca