Figli bulli ? Colpa dei genitori

bullismo

Come affrontare il bullismo adolescenziale? Secondo una ricerca svolta negli Stati Uniti, i genitori possono assumere un ruolo importante nel prevenire i comportamenti tipici "da bullo" nei propri figli. Lo studio è stato svolto da un team guidato dal dottor Rashmi Shetgiri, pediatra e ricercatore presso la University of Texas Southwestern Medical Center in collaborazione con il Children's Medical Center di Dallas ed è stato presentato ieri al Pediatric Academic Societies, la riunione annuale che si svolge a Vancouver, in Canada.

Secondo il medico, il primo passo è quello di "migliorare la comunicazione genitore-figlio". Di conseguenza "il coinvolgimento dei genitori nella vita dei figli potrebbe avere un impatto sostanziale sul bullismo".

Per dimostrare quanto sia importante il ruolo dei genitori in questo ambito, il team di ricercatori ha analizzato i dati del National Survey of Children's Health per l'anno 2007. Tra le 45.897 domande rivolte ai genitori con figli dai 10 ai 17 anni vi era quella in cui si chiedeva loro se i propri pargoli fossero bulli o mostrassero qualche forma di cattiveria nei confronti degli altri. Così i ricercatori hanno identificato i fattori che provocano un aumentato o una riduzione della tendenza del bambino a trasformarsi in un prepotente. I risultati hanno evidenziato una prevalenza del bullismo del 15%. Tra i fattori che maggiormente lo influenzano vi sono: emotività, problemi comportamentali e problemi di salute mentale della madre. Un'altra caratteristica negativa comune ai genitori era quella di arrabbiarsi con il loro bambino di frequente.

Ma ci sono anche delle situazioni positive che influiscono nella diminuzione del rischio di avere un figlio "bullo". Ad esempio i bambini più grandi, o quelli che vivono in una casa dove la principale lingua parlata non è l'inglese e ancora coloro che fanno regolarmente i compiti hanno meno probabilità di diventare bulli.Ed ecco infine l'influenza dei genitori: coloro i quali hanno condiviso idee e parlato con il proprio bambino, insieme a quelli che hanno incontrato la maggior parte dei suoi amici, possono dormire sonni tranquilli.

Dialogo e condivisione prima di tutto, dunque, Afferma Shetgiri: "I genitori possono anche lavorare con i fornitori di assistenza sanitaria per verificare eventuali problemi emotivi o comportamentali che influiscono sui figli, così come sulla propria salute mentale". E aggiunge: "Infine, i genitori possono usufruire di programmi rivolti ai genitori, che possono aiutarli a prendere coscienza e a gestire i sentimenti negativi, come la rabbia, e rispondere al bambino in modo non aggressivo".

Francesca Mancuso

Cerca