La Nasa apre le porte della ISS

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La Nasa apre le porte dell’ISS (International Space Station). Sarà possibile salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, l’avamposto permanente della presenza umana nello spazio, per presentare, e fare ricerca sul campo, le proprie ipotesi di ricerca.

La stazione spaziale è un laboratorio in orbita, congiunzione di sei agenzie spaziali: la canadese (CSA), l'europea (ESA), l'italiana (ASI), la giapponese (JAXA), l'agenzia russa (RKA) e quella statunitense (NASA). Attualmente, sono circa 150 gli esperimenti in corso, la maggior parte dei quali in fase di completamento. Ed è questo il motivo principale che spinge l’ISS a dare spazio all’ideazione di nuove ricerche spaziali che possono provenire da soggetti privati, da imprese commerciali o no-profit, da istituzioni accademiche, da governi federali, statali e locali. I campi di ricerca da sviluppare sono principalmente due: il processo di integrazione dei payloads (carico utile) ovvero tutto ciò che viene portato nello spazio attraverso l'utilizzo di un lanciatore; ed il perfezionamento delle attrezzature di supporto necessarie a condurre le future ricerche.

Incentivare gli studi sulla ISS non ha solo uno scopo scientifico ma anche, e soprattutto, l’obiettivo di spegnere le polemiche di parte della comunità scientifica contro il laboratorio orbitante e la sua attività, per la quale sono stati stanziati 100 miliardi dollari.

I fautori dell'esplorazione spaziale, al contrario, sostengono che tali critiche sono ingiuste. I miliardi di dollari spesi hanno già prodotto benefici tangibili per la popolazione terrestre. Le ricerche condotte a bordo del ISS, infatti, hanno portato ad una migliore comprensione dei meccanismi di rilascio dei farmaci contro il cancro. O ancora, l’osservazione del comportamento di organismi animali in assenza di gravità ha permesso di raggiungere risultati innovativi nel campo della ricerca scientifica. Come nel 2003, quando una colonia di formiche è stata spedita nello spazio per studiare e osservare come riuscivano a scavare un tunnel in assenza di gravità.

Gerarda Lomonaco

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