Vacanze e massaggi: alla ricerca della felicità

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Lo shopping non rende felici, almeno non in maniera duratura. La gente preferisce spendere soldi per esperienze positive (massaggi, vacanze con la famiglia), piuttosto che per oggetti materiali. Questa è la conclusione alla quale è giunto un gruppo di ricerca dell’Università di Chicago (USA). Il lavoro, finanziato dal National Science Foundation, è stato pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology dell’American Psychological Association.

L’acquisto di oggetti materiali è soggetto a diretto confronto con quello che possiedono gli altri e con quello che non abbiamo. Questo può generare frustrazione, che annulla l’iniziale soddisfazione dovuta all’acquisto. Invece, vivere esperienze positive lascia una sensazione di benessere più duratura, grazie alla memoria selettiva e all’estrema soggettività di queste forme di gratificazione personale.

In poche parole, il fatto stesso di non poter fare diretti confronti implica una soddisfazione maggiore. Inoltre l’acquisto di esperienze non implica i mille dubbi che affliggono l’acquirente di oggetti materiali. I ricercatori hanno infatti scoperto che i consumatori, prima di acquistare oggetti, fanno confronti con gli acquisti degli altri e pensano a cose più belle che non hanno, mentre quando acquistano esperienze sono estremamente più rapidi e scevri da dubbi e perplessità.

Tuttavia si ha incremento dei livelli di soddisfazione anche di fronte all’acquisto di CD e televisori, perché i consumatori vedono questi oggetti come fonte di esperienze (musica, film) piuttosto che come oggetti costosi, quindi c’è ancora speranza per i loro produttori.

Roberta De Carolis

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