Nessuna guerra online, parola di guru

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Migliorare la sicurezza informatica degli Stati Uniti è diventata una necessità. È di questa opinione Howard Schmidt, secondo il quale le minacce alla sicurezza online riguardano principalmente la criminalità online e lo spionaggio.

Lo ha rivelato a Wired Usa durante la RSA Security Conference di San Francisco. Le sue dichiarazioni sembrano andare contro quanto avrebbe riferito la scorsa settimana Michael McConnell, ex direttore dell'intelligence nazionale, che ha detto al Congresso che gli Stati Uniti sono già in mezzo ad una "cyberwar". Schmidt sembra quindi minimizzare quanto asserito da McConnell.

Più che un attacco alla sicurezza del paese, secondo Schmidt, si tratta di una minaccia meno "istituzionalizzata" sebbene riguardi spesso i siti ufficiali del governo. Niente guerra online, dunque, ma solo attacchi isolati e non legati tra loro.

Per la comunità di intelligence degli Stati Uniti la vera minaccia quindi sembra potrebbe provenire da quelle migliaia di individui o organizzazioni d'ombra che non hanno alcun legame con i governi nazionali. In merito a ciò, Google ha collaborato con la National Security Agency (NSA) nel tentativo di individuare l'origine di questi cyber-attacchi.

Occorrerebbe, secondo Schmidt, un coordinamento generale tra le parti in causa per affrontare meglio la situazione e soprattutto per comprenderla, ma senza inutili allarmismi e stabilendo quali siano le priorità.

Francesca Mancuso

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