Galassie a spirale: scoperta una nuova “Via Lattea”

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Si sono serviti dello strumento WFI, Wide Field Imager, gli astronomi che hanno intercettato una suggestiva galassia a spirale distante dalla Terra circa 30 milioni di anni luce, nella costellazione del Pavone. Lo strumento è installato sul telescopio dell'MPG/ESO, ideato per riprendere NGC 6744.

La galassia così ripresa, dai primi studi, sembra molto simile alla nostra Via Lattea. Infatti, anche quest'ultima potrebbe apparire più o meno allo stesso modo se avessimo l'occasione di osservarla dallo spazio intergalattico. Nelle immagini riprese dal telescopio, appare anche una piccola macchia, in basso a destra rispetto a NGC 6744, probabilmente un’altra piccola galassia.

Prendendo in considerazione le differenze tra la galassia a spirale e la Via Lattea, non si può fare a meno di notarne le dimensioni. La nostra galassia possiede un diametro di circa 100 mila anni luce, mentre NGC 6744 è grande quasi il doppio. La luminosità è pari a 60 miliardi di soli ed è sparsa su una vasta area del cosmo, circa i due terzi della luminosità che si rileva durante la Luna piena. Osservata dall'occhio del telescopio, questa galassia appare come una macchia sfocata con un centro molto luminoso.

Gli appassionati possono identificare questa galassia a spirale grazie alla sua tipica forma ovale contrastante con il suo ricco sfondo stellare. In realtà, il telescopio professionale che l'ha individuata, posto a La Silla, in Cile, ha ben delineato i suoi lunghi bracci striati di polvere, ospitanti quasi sicuramente molte zone di formazione stellare. L'immagine è stata ripresa grazie a degli appositi filtri per filtrare la luce blu, gialla, verde e rossa. I filtri rendono un risultato finale colorato dai colori blu, verde, arancione e rosso.

Sempre in questi giorni, è stata identificata un'altra galassia a spirale. Questa volta dal telescopio Hubble. Si chiama NGC 634 ed è anch'essa caratterizzata da lunghi bracci roteanti su se stessi. In realtà, questa galassia è una vecchia conoscenza del mondo scientifico. Fu scoperta per la prima volta nel XIX secolo dall'astronomo francese Édouard Jean-Marie Stephan. È Nel 2008 che acquisisce l'importanza che merita. Infatti le osservazioni condotte su questa galassia portarono ad effettuarne altre sull'estinzione contemporanea di una stella nana, SN2008, della quale però non rimane più alcuna immagine poiché Hubble ha scattato le sue foto solamente un anno dopo che questa supernova si era spenta.

Federica Vitale

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