Scritto da Antonino Neri
Presto scene di film come Minority Report o il più recente Mission Impossible: Protocollo Fantasma potrebbero diventare realtà. Grazie ad una partnership unica, infatti, i tecnici di Chevrolet/General Motors e gli studenti dell’Accademia israeliana Bezalel di Arte e Design sono riusciti a trasformare i finestrini delle automobili in schermi interattivi che utilizzano tecnologie di realtà virtuale per trasformare l’intrattenimento di chi è seduto nei sedili posteriori.
Per “Windows of Opportunity” (WOO) – questo il nome del progetto - si è chiesto agli studenti della Bezalel (che è il più antico istituto di istruzione superiore in Israele ed una delle scuole più prestigiose al mondo) di trasformare i finestrini in schermi interattivi, in grado di stimolare la conoscenza e la curiosità. Utilizzando il movimento e la tecnologia dei sensori ottici, gli studenti dell’Accademia hanno trasformato il tradizionale vetro dei finestrini in una superficie multi-touch sensibile ai gesti, simile a quella di un tablet. Gli studenti della Bezalel hanno realizzato una serie di applicazioni da far girare su un display montato su un prototipo a scala reale di un sedile posteriore e finestrino laterale.
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Tra le app create ci sono Otto, un personaggio animato proiettato sul panorama che reagisce in tempo reale al comportamento dell’automobile, alle condizioni meteorologiche e al paesaggio; Foofu, che consente ai passeggeri di disegnare con le dita su un finestrino “appannato”; Spindow, che offre la possibilità di guardare in tempo reale nei finestrini di altri viaggiatori in tutto il mondo, e Pond, che permette ai passeggeri di ascoltare e condividere musica con gli altri veicoli sulla strada, scaricare brani musicali e scambiare messaggi con altri passeggeri.
Se questi finestrini interattivi dovessero essere messi in produzione in campo automobilistico probabilmente utilizzerebbero la tecnologia degli smart glass a carica elettronica, sempre più diffusi in architettura e nella tecnologia degli schermi, in grado di diventare traslucidi o trasparenti e di riflettere immagini proiettate.
“Progetti come WOO hanno un valore incalcolabile - ha spiegato Omer Tsimhoni, dirigente del Laboratorio per l’Interfaccia Uomo-Macchina del GM Advanced Technical Center in Israele - perché lavorare con designer e accademici esterni al nostro settore consente di creare idee originali per lo sviluppo delle tecnologie automobilistiche. WOO è solo uno dei molti progetti che potrebbero modificare radicalmente l’esperienza dei passeggeri nei prossimi anni”.
Antonino Neri