L'uomo sfiora Plutone: la sonda New Horizons giunta a destinazione

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L'uomo alla scoperta di Plutone. Oggi, 14 luglio alle 13.49 ora italiana, la sonda New Horizons della Nasa ha raggiunto il suo obiettivo, volando a distanza ravvicinata dal corpo più distante del nostro sistema solare, dopo un viaggio durato oltre nove anni nello spazio profondo e dopo aver percorso 4,77 miliardi chilometri.

Una delle missioni spaziali più ambiziose dell'uomo, ma anche il completamento della prima era dell'esplorazione planetaria, iniziata nel 1962 quando la missione statunitense Mariner 2 riuscì ad avvicinarsi a Venere.

La sonda ha raggiunto la distanza minima da Plutone, a 12.500 km dalla sua superficie a una velocità di 14 km al secondo. Adesso volerà sopra l'emisfero nord del pianeta, che sarà illuminato dal sole.

Durante l'incontro, i segnali radio impiegheranno 4 ore e 25 minuti prima di raggiungere il veicolo spaziale. Ciò significa che New Horizons dovrà svolgere tutte le sue attività in maniera autonoma.

Durante questo lasso di tempo, il controllo della missione di Terra sarà completamente all'oscuro sullo stato del veicolo. La notizia del successo o del fallimento della missione potrà essere data solo all'alba di domani. Inoltre, New Horizons ha solo 202 watt di potenza disponibile dal suo generatore, per questo la quantità di dati che potrà essere inviata sarà molto limitata.

Scoperto nel 1930 dall'astronomo americano Clyde Tombaugh, Plutone è l'ultimo corpo del sistema solare visitato da una navicella spaziale senza equipaggio ed è stato oggetto di polemiche da quando è stato declassato a pianeta nano nel 2006, una decisione ancora in discussione.

Anche se lontano, debole e freddo, Plutone riserva molte sorprese e suscita la curiosità degli scienziati. Non a caso la Nasa ha investito 720 milioni di dollari per esplorarlo.

Perché proprio Plutone? Uno dei motivi alla base dell'interesse degli scienziati è che è diverso da ogni altro pianeta del Sistema Solare. Non si tratta di un pianeta terrestre come il nostro, né di un gigante gassoso come Giove. È un pianeta nano ricco di ghiaccio. Inoltre, è il più grande della fascia di Kuiper, formata da asteroidi, comete congelate e planetoidi.

Poco si sa di quella regione, ma attraverso lo studio di Plutone, non solo si potrà far luce su questa zona remota ai confini del nostro sistema solare ma si potranno chiarire alcuni dei misteri sulle origini del sistema solare e della vita sulla Terra.

Intanto la sonda ha già regalato bellissime immagini di Plutone e di una delle sue lune, Caronte.

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Identikit di Plutone. È un po' più piccolo della Luna e ha un diametro soli circa 2380 km. La sua composizione è per il 35% di ghiaccio e per il 65 di roccia. Ha una densità ridotta come si nota dal suo peso, che è sorprendentemente basso. Quello che manca a Plutone in termini di dimensioni è compensato dalla caratteristiche estreme della superficie: si parla di temperature pari a -233º C, azoto congelato, monossido di carbonio, metano ed etano.

L'atmosfera è ricca di azoto, con tracce di metano, monossido di carbonio e idrocarburi. Tuttavia, la pressione è 50.000 volte inferiore rispetto alla Terra.

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Plutone ha cinque satelliti noti: Caronte, Idra, Notte, Stige e Cerbero. La più grande è Caronte con un diametro di 1200 km. Come la nostra Luna, Caronte è in rotazione sincrona e mostra sempre la stessa faccia a Plutone. I due formano l'unico doppio pianeta del Sistema Solare, con una rotazione ogni 6,4 giorni terrestri attorno a un centro comune di gravità situato nello spazio.

Francesca Mancuso

Foto: Nasa

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