Sistema Galileo: l'Esa lancia due nuovi satelliti per il GPS

SoyuzGalileo

Si chiamano David e Sif i due satelliti del sistema di geolocalizzazione europeo Galileo. Sono decollati dalla Guyana francese a bordo di un razzo vettore russo Soyuz.

Come annunciato dall'Agenzia Spaziale Europea, i due satelliti sono partiti il 12 ottobre ed andranno ad unirsi agli altri già in orbita dallo scorso anno, precisamente dal 21 ottobre 2011. David e Sif, quindi, rispettivamente il terzo e il quarto satellite a prendere posto in orbita, intraprenderanno i test sperimentali del sistema Galileo nel 2014. Allora si disporrà di ben 30 satelliti operativi.

L'obiettivo è quello di raggiungere una geolocalizzazione più precisa di quella di cui si dispone attualmente, il GPS americano. Un sistema di posizionamento globale satellitare, infatti, è basato su una vera e propria costellazione di satelliti artificiali in grado di fornire con estrema precisione le coordinate geografiche e la velocità di qualsiasi mezzo, fisso o mobile, sulla superficie terrestre. Il GPS fu sviluppato dal Dipartimento della Difesa statunitense e reso disponibile per l'uso civile dal Presidente Ronald Reagan. Era il 1983. E un aereo di linea coreano uscì di rotta sconfinando nello spazio aereo sovietico e, in seguito, abbattuto. Per questo, si rese necessario l'ideazione di un sistema di localizzazione che, però, finora è rimasto sotto lo stretto controllo americano. E solo dal 2014 potrebbe essere affiancato dai sistemi alternativi.

Dopo i test di routine, il quartetto del sistema Galileo dovrebbe essere in grado di individuare un punto determinato al suolo, ottenendone la relativa latitudine, longitudine e altitudine. Inoltre, il sistema sarà in grado di fornire assistenza al sistema COSPAS-SARSAT che gestisce allarmi di localizzazione degli utenti in pericolo. I segnali di soccorso saranno tempestivi e la copertura, al momento approssimativa, verrà estesa all'intero pianeta e resa più precisa.

Nel 2014, quando i satelliti Galileo entreranno pienamente in servizio, i 30 dispositivi in orbita si troveranno su tre piani inclinati rispetto al piani equatoriale terrestre e ad una quota di 24 mila chilometri.

Tuttavia, sebbene il sistema sia stato ideato per essere completamente indipendente ed autosufficiente, sarà compatibile con quello GPS. Ciò vuol dire che le caratteristiche di Galileo saranno tali da non interferire con il sistema attualmente in uso. Essere indipendenti dal GPS americano può rivelarsi molto importante. Resta solo da attendere che il sistema Galileo riesca a garantire una copertura illimitata e una disponibilità di segnale soprattutto nelle aree urbane.

Federica Vitale

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