Curiosity a caccia di vita su Marte

Curiosity atterraggio

Curiosity su Marte. Sono le 7.31 ora italiane: Curiosity, la navicella spaziale progettata e costruita dalla Nasa, dopo otto mesi e 567 milioni di chilometri di navigazione nello spazio, tocca il suolo di Marte. La missione, che ha il compito di cercare tracce di vita sul pianeta rosso, arriva quindi al suo primo importante step: l’atterraggio. Il Mars Science Laboratory (Msl) la navicella spaziale che ha trasportato Curiosity, è quindi riuscita ad eseguire ogni fase dello sbarco, portando a compimento le manovre più complesse mai effettuate su questo corpo celeste.

“Tante cose possono andare male”, aveva precisato l’amministratore della Nasa Charles Bolden, anche se i modelli di simulazione avevano fornito come margine di rischio solo l’1,7 per cento, confermando che la manovra di atterraggio, che prevedeva tra l’altro 7 minuti di caduta libera verso il pianeta, aveva una probabilità di successo pari al 95 per cento. E fortunatamente il rover ha dato ragione alle previsioni più ottimistiche, dopo due anni di studi preliminari.

“Oggi le ruote di Curiosity hanno iniziato a tracciare il sentiero per le impronte umane su Marte -ha commentato Bolden- Curiosity, il rover più sofisticato mai costruito, è ora sulla superficie del Pianeta Rosso, dove si cercherà di rispondere a domande antiche come l’esistenza di forme di vita, attuali o passate, su questo corpo celeste, o se questo potrà ospitare la vita in futuro. È un risultato incredibile, reso possibile da un team di scienziati e ingegneri provenienti da tutto il mondo, guidato da uomini e donne straordinari della Nasa e portato a termine grazie al nostro Jet Propulsion Laboratory. Il presidente Obama ha definito audace l’invio di esseri umani su Marte entro la metà del 2030: l’atterraggio di oggi segna un passo significativo verso il raggiungimento di questo obiettivo”.

Il rover, che pesa una tonnellata, resterà sul pianeta per un anno marziano (due anni terrestri). A caccia di vita dunque: che le ricerche abbiano inizio.

Roberta De Carolis