Facebook: droni ad energia solare per portare internet a tutti

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Facebook sarebbe attualmente in fase di discussione con la società Titan Aerospace per l'acquisizione di droni stazionari alimentati da pannelli solari. L'operazione costerebbe al popolare social network 'solo' 60 milioni di dollari, una vera goccia d'acqua fresca rispetto ai 19 miliardi di dollari investiti nell'acquisto di WhatsApp. Lo scopo di Facebook è quello di utilizzare l'esperienza di Titan Aerospace per far volare i propri droni fino a cinque anni, senza la necessità di ricaricarli e per fornire l'accesso ad Internet senza fili a circa 5 miliardi di persone senza connessione.

Secondo le informazioni pubblicate dal sito TechCrunch, l'idea fa parte dell'iniziativa Internet.org, fortemente supportata da Mark Zuckerberg. Titan Aerospace potrebbe così essere in grado di costruire 11 mila droni del tipo Solara 60, distribuiti in seguito in Africa per costituire un relè di comunicazione.

Facebook, dunque, vorrebbe espandere l'accesso a Internet a quanti, nel mondo, ancora non ne sono in possesso. E il suo particolare interesse, quello rivolto al Solara 60 è dovuto al fatto che questo è un aereo “piuma” costruito con materiali compositi. È in grado di volare autonomamente per almeno 5 anni e senza rifornimento, grazie a migliaia di celle solari che ricoprono il velivolo stesso.

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Il drone senza equipaggio sarebbe in grado di trasportare attrezzi, quali apparecchiature di comunicazione senza fili che potrebbero contribuire a realizzare l'obiettivo di Internet.org, fornendo un insieme di servizi di base come la messaggistica, il meteo, i prezzi alimentari, o lo stesso accesso a Wikipedia e Facebook, ovviamente. E questa possibilità verrebbe garantita a chiunque, indipendentemente dal fatto che paghi per una connessione dati.

È noto come l'uso di droni abbia catturato l'immaginazione di molti. E Google non rimane a guardare. Anche il gigante di Mountain View ha un proprio progetto di collegamento per i paesi in via di sviluppo, basato sui dirigibili. Si chiama Loon Project e prevede di utilizzare palloni meteorologici per fornire il Wi-Fi in parti remote del mondo.