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Dove fanno a finire i nostri smartphone e tablet alla fine della loro vita? Un problema che ancora oggi non è del tutto risolto. I rifiuti elettronici infatti hanno bisogno di procedure di smaltimento complesse. Ma un nuovo studio svolto dall'Università dell'Illinois ha permesso di creare dispositivi che si autodistruggono.

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Smettere di fumare. Se le avete provate tutte ma senza ottenere grossi risultati l'ultima spiaggia potrebbe essere un'app. Si chiama iCoach ed è anche una piattaforma online di educazione alla salute che aspira ad aiutare i fumatori ad abbandonare l'amata bionda.

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Quante volte sarà capitato di avere dover andare in bagno di notte, in fretta e al buio? Quanti lividi si potrebbero raccontare. Stanco delle botte prese per espletare i propri bisognini in notturna, Dave Reynolds ha pensato bene di trovare una soluzione. Un WC che si illumina al momento del “bisogno”, Night Glow Seat.

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Acqua e smartphone, nemici giurati. Per produrre uno dei nostri telefonini intelligenti occorrono infatti 13 tonnellate d'acqua e 18 metri quadrati di terreno. A calcolarlo è stato un nuovo studio, dal titolo Mind You Step, nel quale è stata considerata l'impronta idrica della produzione di vari oggetti.

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Utilizzare lo smartphone usando non le dita ma gli occhi. Il touch in Giappone potrebbe diventare obsoleto col nuovo cellulare di ultima generazione di NTTDocomo, che consentirà agli utenti di sbloccarlo, di accedere alle applicazioni e di fare shopping utilizzando gli occhi.

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