virus facebook

Un virus si insinua via Facebook. Come? Semplicemente attraverso il tag di un amico, magari su di una foto o uno status. Basta un click, e la minaccia del social network infetta il computer. Lancia l’allarme la Polizia di Stato e lo fa proprio su una pagina del social dal nome Agente Lisa, ovvero un “poliziotto virtuale” che aiuta gli utenti sul web.

Si tratta di un programma malevolo che si insinua nel computer e tra i vari effetti può carpire anche i dati sensibili”, spiega la Polizia di Stato per mezzo del suo agente virtuale. “Questo virus, inoltre, si può trasmettere da contatto a contatto, ad esempio si può insinuare nella chat, quindi se chattate con un amico ‘infetto’ potreste essere infettati anche voi. Fate attenzione poi anche agli smartphone, perché si può diffondere anche sui telefonini”. Molte le “vittime” che hanno contratto il virus. Proprio in virtù della semplicità di “contagio”, gli utenti non fanno caso al pericolo.

Cosa fare per difendersi, dunque? Il primo accorgimento è quello più classico, ossia non cliccare su link strani o di dubbia provenienza. Ovviamente, buona regola è avere a disposizione un buon antivirus installato ed aggiornato sul proprio pc. Molto importante, inoltre, è che questa minaccia sia nota a tutti, contatti e non. Vista la facilità di propagazione, sarebbe una buona idea quella suggerita dalla stessa Polizia/Agente Lisa, cioè “scrivere un post sulla vostra bacheca dicendo a tutti gli amici che non avete taggato nessuno su video o foto e di non aprire link inviati a vostro nome perché si tratta di un virus”.

agente lisa

Gli obiettivi degli hacker sono tanti, ma pare che il famoso social network li offra in un solo click. Attenzione, quindi, alle immagini e ai link che inviano a siti strani, soprattutto se ritraenti scene pornografiche. Sembra che anche le didascalie delle foto contengano a loro volta link verso siti costruiti ad hoc per diffondere virus e malware. È bene precisare però che si parla di link infetti e non di contatti. Un contatto può venir infettato da un link, ma è anche vero che quest'ultimo non si propaga se si resiste alla tentazione di visitarne il sito d'origine, restando così immuni.

Federica Vitale

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