Il futuro è dei robot: l’intelligenza artificiale sostituirà i lavoratori umani?

robot lavoro

Robot invece degli esseri umani. Una prospettiva che, se un tempo sembrava fantascienza, oggi è molto concreta, e, da un certo punto di vista, piuttosto spaventosa. Lavoratori di fabbrica, colf, e persino prostitute, sembrano essere sostituiti sempre di più da “colleghi meccanici”, per motivi economici, di praticità o semplicemente per banali questioni di gusto.

L’intelligenza artificiale è stata creata dall’uomo, ma dall’uomo non viene più controllata e, dopo aver sconfitto gli esseri umani ai quiz, li sta anche sostituendo nelle faccende domestiche e sul posto di lavoro.

Proprio recentissimo è il caso di una compagnia di assicurazioni in Giappone, dove più di 30 dipendenti sono stati licenziati e sostituiti con un sistema di intelligenza artificiale in grado di calcolare i versamenti degli assicurati. Ma c’è anche chi ipotizza la fine della prostituzione “in carne e ossa” prospettando un 2050 fatto di robot in grado di fornire prestazioni sessuali.

Un’intelligenza diventata più intelligente di chi l’ha inventata? Il sistema giapponese, ad esempio, si basa su Watson Explorer di IBM, che, secondo la società, possiede una tecnologia cognitiva in grado di pensare come un essere umano, cosa che permette al sistema di analizzare e interpretare tutti i dati, tra cui testi, immagini, audio e video. Quindi non più solo lavori ripetitivi ma compiti più complessi, che sembrano realmente sostituire l’essere umano.

Ma è veramente così? L’intelligenza artificiale ha vinto? In realtà forse non dovremmo chiederci se il futuro sarà fatto di robot, ma se l’essere umano sarà ancora in grado di dare qualcosa di più o se, tutto sommato, il pensiero di un robot è diventato ormai più che sufficiente.

Roberta De Carolis

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