Entro 5 anni i robot sostituiranno gli impiegati

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Tra meno di cinque anni i lavori d’ufficio scompariranno completamente fino al punto in cui le macchine sostituiranno gli esseri umani.

È questa la decisa convinzione di Andrew Anderson, amministratore delegato della Celaton, Società di Intelligenza Artificiale britannica, che coglie tutti di sorpresa. Eravamo preparati, infatti, all’idea che un giorno i robot sarebbero stati in grado di svolgere tutti i lavori di bassa qualifica, ma non sospettavamo che il ritmo di avanzamento della tecnologia al posto dell’uomo fosse così rapido.

Non solo: il livello di perfezionamento dei robot sta facendo sì che essi, oltre ad automatizzare i lavori, siano anche in grado di imparare a prendere decisioni, come gli esseri umani. dunque solo una questione di tempo, ma le macchine sostituiranno completamente gli impiegati d’ufficio, come evidenzia Anderson “Mi dispiace che sia una realtà il fatto che la maggior parte dei lavori impiegatizi spariranno. Ciò natualmente ha profonde implicazioni sul lavoro, ma l’intelligenza artificiale è ora diventata molto complessa al punto da essere in grado di pensare ed imparare come un essere umano”.

La realtà innovativa sta proprio nelle capacià di apprendimento sviluppate dai robot. L’intelligenza artificiale può leggere e comprendere il significato di interi documenti imparando gli esempi di parole e frasi in un certo contesto.

È questa abilità di apprendere – ed apprendere direttamente dai documenti in elaborazione – che sta riducendo la necessità per gli impiegati di svolgere compiti piuttosto ripetitivi. Nel momento in cui l’intervento umano è richiesto, l’intelligenza artificiale se ne serve come modello da cui apprendere nuove nozioni, riducendo quindi, per le volte successive, la dipendenza dalla presenza degli impiegati.

Il fatto che una macchina possa non solo svolgere determinate mansioni – chiarisce Anderson - ma imparare costantemente come farlo nel modo migliore e più rapido, significa che gli impiegati non saranno più a lungo necessari nel gran numero in cui erano invece richiesti prima”.

Vediamo alcuni esempi che ci possano offrire un quadro più chiaro. Un robot ideato dai ricercatori della Cornell University usa sensori Kinect, una fotocamera 3D ed un database in cui sono contenuti video di compiti domestici, in modo tale da anticipare i bisogni del suo possessore. Ad esempio, scansiona attentamente l’area circostante alla ricerca di indizi e quando trova una bottiglia vuota di birra, è in grado di aprire il frigorifero, prendere una bottiglia piena e porgerla al suo proprietario. Robots vengono utilizzati anche dalla polizia e dall’esercito nel disinnescare le bombe. Nel gruppo IBM il computer con intelligenza artificiale ha assunto il ruolo di un manager responsabile del servizio clienti chiamato the Watson Engagement Advisor.

Il servizio utilizza le tecniche di analisi di questo grande raccoglitore di dati per acquisire informazioni sui clienti ed assicurarsi che le risposte offerte si adattino loro nella maniera più consona. Watson può persino personalizzare le sue risposte in base alla società, al tipo di cliente, anche per le future chiamate.

La percezione del troppo bello per essere vero sta diminuendo dal momento in cui sempre più società adottano l’Intelligenza Artificiale per accelerare e migliorare la redditività, il servizio clienti ed il valore per gli azionisti”, afferma Anderson.

Le macchine possono aumentare in modo considerevole la produttività e quindi ridurre i costi; possono migliorare il servizio ai clienti ed il rendimento. Il prezzo da pagare per questi enormi passi avanti della tecnologia che si sta diffondendo in maniera sempre più imponente nella vita umana è molto alto in termini di drastica riduzione di impieghi professionali.

Secondo un resoconto pubblicato l’anno scorso dalla Commission for Employment and Skills britannica la grande perdita di lavoro tra il 2010 ed il 2020 coinvolgerà in modo particolare il settore amministrativo ed impiegatizio. Si parla di un taglio di 387.000 posti di lavoro.

Massimo Barbato, esperto di Intelligenza Artificiale, afferma che dal 2025 le macchine saranno in grado di imparare, riparare, e riprogammarsi autonomamente.

Cosa che è già visibile in applicazioni come l’Ask Watson di IBM. Il colpo più duro sarà per i professionisti che lavorano nelle vendite, nell’educazione, nella sanità, nell’Information Technology, nel managment, nella finanza e nel settore giuridico, professioni che si basano sulle conoscenze, in cui gli strumenti di analisi, i dispositivi di rete mobili, le applicazioni o i servizi che si appoggiano al web possono essere sviluppati per superare le prestazioni degli esseri umani. Saranno dunque strumenti creati dalla mano dell’uomo a mettere da parte l’uomo.

Francesca Di Giorgio

Foto: DailyMail

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