Costa Concordia: il destino di Perseo è in mare, la robotica made in Italy firmata Ageotec

concordia rov

Il naufragio della Costa Concordia ha segnato l'immaginario collettivo di ogni singolo italiano. Difficilmente riusciremo a cancellare dalla mente la telefonata tra il Comandante Schettino e l'ufficiale Gregorio De Falco. "Vada a bord caz...": il monito simbolo di coraggio, ha da giorni travalicato il limite della decenza etica e sociale. Ieri è stato stampato sulle magliette e venduto come souvenir, oggi è al centro di varie applicazioni android scaricabili sugli smartphone, a giorni si trasformerà in una suoneria per il cellulare.

Poco importa, se la rimozione del relitto si fa sempre più complessa, se lo spettro di un nuovo disastro ambientale lungo le meravigliose coste dell'isola del Giglio non è più così lontano.

Le squadre di soccorso sono ancora all'opera. Il tempo, mai come in questo momento, è denaro. Denaro per la Costa crociere che dovrà rimborsare i propri viaggiatori, e denaro per i mezzi investiti dalle utorità affinchè, al disastro, non ne segua ora una catastrofe.

Il secondo caso è quello che ci rende gloria. Perchè dove l'uomo non può, può la macchina. Ma dietro la macchina c'è un cervello, uno sviluppo, la crescita accademica, e non solo, di un Paese che mostra di non stare ai ferri corti.

il caso del robot "Perseo" in forza al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che in questi giorni monitorano il relitto della Concordia. Al cento per cento made in Italy, è stato realizzato dall'Ageotec, una società italiana operante nel settore delle tecnologie oceanografiche, che si occupa principalmente di ingegneria ambientale, costruzioni marittime e sviluppo e produzione di robotica subacquea.

Perseo è un rov teleguidato, da una settimana circa si immerge in prossimità del relitto per analizzare il fondale marino squarciato dalla nave al momento dell'impatto. il segno che la ricerca italiana, in certi casi, l'onda la cavalca meglio di Washington e Pechino.

Parliamo di un robot capace di operare a 600 metri di profondità, che non supera la grandezza del metro (98cmx71x51cm), dal peso di un umano medio: appena 80 chilogrammi.

Compatto, utilizzabile a distanza grazie ad un software di controllo studiato ad hoc, potenti propulsori e capace di operare in ambienti sfavorevoli. Il telaio in polipropilene è fortemente resistente agli urti, e Perseo gode anche di una banda collegata in rete mediante fibra ottica che garantisce la trasmissione dei dati che raccoglie.

Non poteva mancare, infine, una telecamera a colori ad alta risoluzione per filmare e fotografare la propria attività. Di questo robot-gioiello, certo un vanto della ricerca ingegneristica italiana, l'Ageotec ha realizzato tre versioni, una più potente dell'altra, da richiamare all'ordine quando le circostanze lo richiedono, proprio come nel caso della Costa Concordia. Si tratta delle serie GT e GTV, capaci di agire ad una profondità di 1.500 metri e oltre.

Dietro gli slogan, dietro le marce ingranate dai giornali per tenere alte le prime pagine, dietro il tam-tam su Facebook e social network di sfottò rivolti a "capitan Schettino" si cela il coraggio dei soccorsi, si erge la determinazione di De Falco a cattedra morale, ma cade nell'oblio, ancora una volta, la sagacia di tanti "piccoli" scienziati che hanno scelto, per conto loro, di restare piccoli. Proprio come uno dei tanti chip impiantati nella testa di Perseo. Che con il mito greco, in effetti, condivide il mare.

AR

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