Costa Concordia: il robot Rov la studia da vicino

concordia rov

Era già successo in Giappone. Un robottino in soccorso dell’uomo. Perché ci sono dei limiti, degli ostacoli che l’uomo non può e non deve valicare. Così, quando ad un mese dal terremoto che colpì il Sol Levante, la terra continuava a dare segni di tremori di assestamento, fu un robot ad inoltrarsi tra le macerie per rilevare il livello di radiazioni. Si chiamava Quince.

Ancora un nome non ce l’ha il piccolo eroe di metallo che si sta intrufolando tra le lamiere di un sogno che sempre di più ha acquisito le fattezze di un mostro. Parliamo della Costa Concordia e delle sue 1900 tonnellate di gasolio racchiuse in uno scrigno ogni giorno più pericoloso. E l’eroe in questione è un Rov subacqueo teleguidato. Da circa due giorni, il robot subacqueo si immerge in prossimità del relitto per analizzare il fondale che, per molto tempo, recherà la cicatrice del disastro.

L’operazione del piccolo Rov è resa necessaria per capire se l’uomo ancora qualcosa può fare. Un’idea, infatti, seppure ancora approssimativa, sarebbe quella di ancorare al fondo la nave e impedire l’inabissamento in quel precipizio di circa 70 metri che è poco distante da dove il gigante addormentato ha scelto di arenarsi.

Il compito delicato del robot è immagazzinare quanti più dati che, in seguito, vengono analizzati a terra. Finora, instancabile, ha compiuto un’esplorazione di circa diecimila metri quadrati, a poppa e a prua. Oscillazioni. Si parla di semplici oscillazioni della nave, impercettibili a occhio nudo ma ben rilevate da radar e satelliti. Insieme al Rov, queste tecnologie riescono a fornire dati sui misteriosi fremiti sottomarini della carcassa di metallo. Varie ipotesi si susseguono con la portata simile del moto ondoso: assestamento dello scafo sul fianco, uno scivolamento degli scogli, oppure una vera e propria ribellione alle correnti subacquee.

Immaginiamo corridoi diventati precipizi, muri che ora fungono da pavimenti ai sommozzatori in cerca di vita. Un mondo al contrario. Immaginiamo il silenzio dove prima c’era il clamore della gente e il fragore delle risate. Ora, nella completa assenza di rumore del mondo sommerso, un piccolo robot segnala all’uomo come muoversi, come amministrare, come agire. Sebbene, è il caso di rifletterci, ai tempi frenetici della tecnologia e dei media, il mare non si inchina.

Federica Vitale

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